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Cancro al seno: i test genomici riducono i costi delle pazienti

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L’utilizzo dei test genomici per il tumore al seno, oltre ad evitare un numero consistente di chemioterapie, comporta un risparmio medio di circa 1.200 per singola paziente

A cura di Antonio Arigliani

L’integrazione dei test genomici nel percorso terapeutico delle pazienti con tumore al seno ormonoresponsivo in fase precoce consente non solo di evitare numerosi trattamenti chemioterapici non necessari, ma anche di ottenere un impatto economico positivo, con una riduzione significativa dei costi per il Servizio Sanitario Nazionale, la società e i caregiver. In particolare, l’impiego del test genomico ha dimostrato di ridurre la spesa complessiva – sanitaria e sociale – da 2.106 a 906 euro per paziente, con un risparmio medio di 1.200 euro, pari a una diminuzione del 57%.

Per quanto riguarda i costi totali si è verificato come l’utilizzo del test genomico comporti una riduzione della spesa sanitaria e sociale da 53,5 a 23 milioni di euro con un risparmio complessivo di oltre 30 milioni di euro. Questi i dati preliminari del primo studio di costo della patologia sul carcinoma mammario, condotto da Altems (Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma) sull’utilizzo del test Oncotype DX.

L’entrata nei LEA

 “I test genomici per il tumore del seno entreranno al più presto nei Lea-Livelli Essenziali di Assistenza che sono in corso di aggiornamento”afferma Francesco Cognetti, presidente Foce (ConFederazione degli Oncologi, Cardiologi e Ematologi). “Così potranno finalmente trovare una reale applicazione nella pratica clinica quotidiana e soprattutto diventare disponibili per tutte le pazienti che potranno trarne beneficio”.
 

“Si segnalano, infatti, – prosegue l’esperto – ancora difficoltà nell’accesso a esami che potrebbero essere utili a circa 13.000 donne ogni anno in Italia. Nel 2024 però non a tutte le pazienti è stato effettivamente prescritto il test all’inizio del percorso di cura. Il test consente di ridurre significativamente i costi complessivi associati al trattamento grazie ad una gestione più mirata delle risorse e alla diminuzione delle terapie non necessarie“.

I test genomici sono esami molecolari in grado di analizzare l’espressione di un gruppo di geni allo scopo di fornire un profilo più specifico del singolo tumore. “Ci consentono di identificare, con maggiore precisione, le donne che possono davvero beneficiare della chemioterapia da quelle invece che non avrebbero vantaggi clinici” – afferma Cognetti.

Fonte dichiarazioni: Ansa.it

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