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Mistero a Lampedusa: svelata la tossicità della N-metilanilina nei migranti

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UN’INEDITA INTOSSICAZIONE DA ADDITIVO PER CARBURANTI HA SCATENATO UN’EMERGENZA SANITARIA A LAMPEDUSA TRA I MIGRANTI IN ARRIVO: LO STUDIO PUBBLICATO SUL NEW ENGLAND JOURNAL OF MEDICINE FIRMATO MAUGERI.

Tra il 2024 e il 2025, la rotta del Mediterraneo ha portato a Lampedusa una severa emergenza clinica: 82 migranti (in prevalenza giovani uomini) colpiti da grave intossicazione acuta da metemoglobinemia (valori fino al 68%), cianosi e alterazioni dello stato di coscienza. Il bilancio clinico segna 2 decessi nella fase acuta e 38 complicanze tardive con anemia emolitica (richiedente trasfusioni), affrontate gestendo risorse limitate direttamente sul campo.

Il bandolo della matassa è stato sciolto dal Centro Antiveleni Maugeri di Pavia – CNIT, che ha coordinato l’indagine in collaborazione con il Punto Territoriale di Emergenza di Lampedusa, la rete ospedaliera siciliana, il Ministero della Salute, il Centro Ricerche Ambientali Maugeri e l’Università di Pavia. Lo studio è ora ufficialmente pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Il colpevole: la N-metilanilina transdermica

Il comune denominatore clinico era l’esposizione a perdite di carburante mista ad acqua di marcescenza sul fondo di imbarcazioni precarie e sovraffollate nella zona di Lampedusa. Poiché la benzina standard non causa metemoglobinemia, i tossicologi hanno scavato a fondo.

Le analisi sui campioni biologici (tramite rete clinica siciliana) e sul carburante recuperato a bordo (analizzato dal Dipartimento di Chimica dell’Università di Pavia con campionatori passivi radiello® di Maugeri) hanno individuato la chiave: la N-metilanilina.

Gestione dell’emergenza e rete salvavita

Di fronte all’assenza iniziale dell’antidoto a Lampedusa, la collaborazione sinergica ha ridisegnato il campo:

  1. Protocollo d’urgenza: stoccaggio tempestivo di blu di metilene sull’isola; 63 su 80 pazienti trattati sul posto prima del trasferimento in elicottero in rianimazione.
  2. Scorta Nazionale: mobilitata dal Ministero della Salute nel picco critico (41 casi in 4 giorni consecutivi tra il 19 e il 22 ottobre 2025).
  3. Esito terapeutico: il 90% dei pazienti ha ricevuto l’antidoto, spesso con cicli ripetuti.

Come evidenzia il Prof. Giancarlo Agnelli, Direttore Scientifico Maugeri:

«La centralizzazione delle consulenze clinico-tossicologiche e la rete con i servizi di emergenza hanno permesso di collegare in tempo reale casi sparsi, riconoscere rapidamente il fenomeno e coordinare la fonte di esposizione».

Un alert di salute pubblica che ridefinisce la tossicologia d’urgenza nei contesti di migrazione e precarietà estrema.

Per visualizzare la pubblicazione su NEJM clicca qui.

Di seguito il Comunicato Stampa :

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