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Medici in fuga dagli ospedali pubblici: per la prima volta le dimissioni superano i pensionamenti

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L’esodo dalle corsie mette a rischio la sanità pubblica italiana, tra dimissioni record e carenza di specialisti.

La crisi della sanità pubblica italiana registra un nuovo e preoccupante record. Secondo i dati elaborati dal Centro Studi del sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed (basati sulle rilevazioni di Conto Annuale dello Stato, MEF e Onaosi), nel corso dell’ultimo anno si è assistito a un vero e proprio esodo dalle corsie.

Per la prima volta nella storia del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), le dimissioni volontarie hanno superato i pensionamenti. Sono ben 3.767 i medici che hanno scelto di abbandonare l’ospedale pubblico prima di raggiungere i limiti di età, a fronte di 2.876 pensionamenti. Un boom del 150% rispetto all’anno precedente che fotografa una situazione d’emergenza mai registrata prima, superando persino i livelli critici del periodo pandemico.

Chi lascia e quali sono le regioni più colpite

Il fenomeno non riguarda i professionisti a fine carriera, ma colpisce il cuore della classe medica nel pieno della maturità professionale ed operativa, con un’età media di circa 48 anni. Molti di questi specialisti scelgono di lasciare il posto fisso per trasferirsi nel settore privato o all’estero.

La crisi attraversa l’intero Paese ma si manifesta con particolare intensità in 12 regioni su 20, dove i medici dimissionari superano nettamente quelli in quiescenza. Le situazioni più critiche si registrano in Lazio, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna, dove il numero di chi si dimette supera da 2,4 a 3,3 volte quello dei pensionati. Il bilancio complessivo evidenzia inoltre che, a fronte di ogni 100 nuove assunzioni a tempo indeterminato, si registrano ben 43 dimissioni.

I motivi dell’addio: turni massacranti e burnout

Alla base di questa massiccia emorragia di competenze non vi è una normale mobilità professionale, ma un profondo disagio lavorativo. Come sottolineato dal segretario nazionale di Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, i medici denunciano condizioni al limite del burnout causate da turni massacranti, stipendi non allineati agli standard europei, crescenti episodi di violenza nei reparti e un carico di lavoro insostenibile.

Se da un lato si tenta di avviare un ricambio generazionale con l’ingresso di nuove leve, dall’altro si rischia di vanificare ogni sforzo se non si interviene urgentemente per valorizzare e tutelare chi sceglie di restare a sostenere la sanità pubblica.

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