Testing RAS nel mCRC: cosa ci dice la real world italiana?

Un’intervista doppia con il Dr. Carmine Pinto e il Dr. Nicola Normanno per leggere i dati della real world italiana e comprendere il ruolo decisivo del testing RAS nelle scelte terapeutiche del carcinoma colorettale metastatico

In questa intervista doppia, il Dr. Carmine Pinto e il Dr. Nicola Normanno affrontano il tema del testing RAS nel carcinoma colorettale metastatico, partendo dai dati della real world italiana emersi da una survey nazionale condotta su 60 laboratori, dal titolo “The RAS testing in real world management of metastatic colorectal cancer: The results of Italian Laboratories Survey”.

Il confronto mette in evidenza un messaggio centrale: il test RAS non è un semplice esame di laboratorio, ma un passaggio decisivo del percorso di cura, perché consente di identificare correttamente i pazienti RAS wild-type candidabili a specifiche target therapy.

Dallo studio emerge una significativa variabilità nella qualità del testing, con differenze legate al tipo di centro, al volume di attività e all’esperienza nell’utilizzo delle diverse metodiche, inclusa la NGS. In particolare, i dati suggeriscono che non basta disporre della tecnologia più avanzata: servono competenze dedicate, processi standardizzati, corretta refertazione, tempi di risposta adeguati e una comunicazione efficace tra oncologi, patologi e laboratori di diagnostica molecolare.

Il take home message è chiaro: migliorare la qualità del testing RAS significa migliorare la capacità di scegliere la terapia più appropriata per ogni paziente. Per questo il dialogo tra clinica e diagnostica molecolare diventa oggi un elemento essenziale della medicina di precisione nel carcinoma colorettale metastatico.

Con la sponsorizzazione non condizinante di

MERCK

© Riproduzione riservata - Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione della fonte corretta www.italianmedicalnews.it