Cipomo: un congresso per nuovi traguardi
Garufi: “L’esigenza dei nostri pazienti sono l’attenzione e i tempi di cura”
Roma il XXX Congresso Nazionale CIPOMO (Collegio Italiano Primari di Oncologia Medica Ospedaliera). Questo Congresso vuole rappresentare un punto di arrivo e una base di partenza per nuovi traguardi da raggiungere per l’Oncologia Medica Ospedaliera Italiana.
Questi traguardi sono di tipo scientifico e di tipo manageriale. Ma riavvolgiamo il nastro dei ricordi.
L’Oncologia Italiana celebraquesto anno, anche con un francobollo delle Poste di San Marino donato per l’occasione ai partecipanti al Congresso, la pubblicazione nel 1976 dell’articolo di Gianni Bonadonna sul New England Journal of Medicinedell’efficacia dello schema CMF (ciclofosfamide-methotrexate e 5-fluorouracile) nel ridurre le recidive ed aumentare la sopravvivenza nelle donne operate di tumore della mammella rispetto alle pazienti che avevano ricevuto soltanto la chirurgia. Questo articolo segna una svolta culturale enorme, applicata poi anche a patologie neoplastiche differenti, che ha modificato la vita di milioni di pazienti oncologici in tutto il mondo, rappresentando l’origine dell’oncologia moderna.
Ma il compito dei primari di Oncologia Medica non è soltanto quello di offrire il miglior trattamento a tutti i pazienti ma anche quellodi affrontare sfide differenti nell’ organizzazione del lavoro quotidiano che si riflettono ovviamente anche sulla qualità delle cure.
A Roma in questo Congresso ci concentreremo su differenti aspetti che ci vedono particolarmente sensibili dal punto di vista organizzativo: ilruolo dell’Oncologia Medica all’interno delle Aziende Ospedaliere e Territoriali, il rapporto Ospedale – Università, quello Ospedale- Territorio ed il grande tema della Deburocratizzazione. Il primo aspetto richiama l’attenzione sulla centralità della Disciplina di Oncologia Medica come core dell’organizzazione aziendale, che vede nei Dipartimenti di Oncologia la struttura organizzativa funzionale che regola le cure oncologiche, in termini di uniformità, ottimale gestione di personale medico e sanitario in genere, in grado di integrarsi in organizzazioni complesse di percorsi (PDTA oncologici) e di gestione delle urgenze come il Pronto Soccorso e di snodo all’interno delle Reti Oncologiche Regionali.
Il rapporto Ospedale – Università sembra oggi essere caratterizzato anche dalle designazioni di apicalità dirigenziali a nomina universitaria che non sottostanno a regole comuni concorsuali sopravvenendo a note di equità e non permettendo di sviluppare idonee carriere in ambito ospedaliero pubblico mentre, nel frattempo, l’Ospedale Pubblico continua ad essere il luogo di formazione di generazioni di specializzandi di oncologia.
Il rapporto con il Territorio rivela invece ancora una volta la capacità dell’Oncologia Ospedaliera di rinnovarsi.
L’Oncologia è uscita dai Reparti di degenza per inaugurare la straordinaria stagione del Day Hospital prima edi trattamenti ambulatoriali dopo creando percorsi innovativi come ad esempio le terapie orali.
Oggi l’Oncologia Ospedaliera vuole aprirsi al territorio sulle note del DM77, attivando nelle Case di Comunità percorsi territoriali più vicini al paziente ma sempre vincolati da un solido legame culturale ed organizzativo
ospedaliero. Ma il Congresso vuole anche affrontare il tema della deburocratizzazione del nostro lavoro.
L’esigenza primaria dei nostri pazienti, talora più di quanto i progressi consentono di guadagnare, è l’attenzione ed il tempo di cura e noi ben sappiamo che il tempo della relazione medica è già di
per sé cura.
Ma di tempo oggi ne abbiamo sempre meno a disposizione perché sottratto da obblighi amministrativi che non possiamo evitare. Portare questa contraddizione all’attenzione dell’opinione pubblica e persino dei legislatori è una nuova, ennesima sfida.
Carlo Garufi
Direttore UOC Oncologia,
AO San Camillo Forlanini, Roma