Italian Medical News

APPELLO CONGIUNTO DEGLI INTERNISTI DI SIMI E FADOI: “LE TERAPIE SEMINTENSIVE VENGANO RICONOSCIUTE NEI REPARTI DI MEDICINA INTERNA”

Tempo di lettura: 2 minuti

LANCIATO DA SIMI E FADOI UN APPELLO CONGIUNTO A MINISTERO E AGENAS PER RIFORMARE STANDARD FERMI AL 1988: IL 60% DEI PAZIENTI E’ AD ALTA COMPLESSITA’. SERVE IL RICONOSCIMENTO FORMALE DELLE TERAPIE SEMINTENSIVE NEI REPARTI DI MEDICINA INTERNA.

In occasione del Meeting Nazionale a Bologna, le società scientifiche SIMI e FADOI, insieme a SIMEU, ACEMC e all’Università di Bologna, hanno lanciato un appello congiunto a Ministero della Salute e AGENAS. L’obiettivo è riformare i criteri di accreditamento dei reparti di Medicina Interna, superando decreti obsoleti risalenti al 1988 che classificano ancora queste strutture “a bassa intensità di cura”.

Il panorama è radicalmente mutato. Uno studio dimostra che ben il 60% dei pazienti ricoverati è ad alta complessità clinica (affetti da edemi polmonari, sepsi, shock settici). Diventa quindi indispensabile integrare ufficialmente le terapie semintensive (letti monitorati e personale specializzato) all’interno dei reparti.

Attualmente, il loro riconoscimento avviene in modo frammentario tra le regioni. Consapevoli delle attuali carenze di personale, gli internisti chiedono innanzitutto il riconoscimento giuridico di queste strutture nel Servizio Sanitario Nazionale. Da Bologna parte la stesura di un dossier programmatico. Serve a ridefinire la figura dell’internista del XXI secolo come un “hospitalist” a 360°, capace di gestire il malato critico.

Formazione e Competenze Chiave nella Medicina Interna ad Alta Intensità

Il dibattito, condotto da Rodolfo Sbrojavacca (Udine) e arricchito dall’intervento di Fabio Piscaglia (Università di Bologna), ha ridefinito la formazione medica individuando i “core clinical tasks”. Si tratta delle competenze e delle attività pratiche essenziali che i medici devono padroneggiare per curare i pazienti in sicurezza.

Tra le competenze fondamentali individuate figurano:

Le società scientifiche chiedono alla politica sanitaria di adeguare i decreti ministeriali a questa evoluzione clinica, garantendo standard formativi rigorosi e risorse proporzionate alla reale complessità dei pazienti.

Riceviamo e pubblichiamo l’appello congiunto dei medici internisti, condiviso con noi da Elena Sabino, ufficio stampa della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI):

appello congiunto, medicina interna
Exit mobile version