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La semaglutide riduce infarti e ictus: le nuove conferme

Tempo di lettura: 3 minuti

La semaglutide è un’arma salva-cuore, destinata ad entrare ufficialmente nell’armamentario farmaceutico dei pazienti con alto rischio cardiovascolare. Le conferme arrivano da due nuovi studi internazionali

La gestione del diabete e dell’obesità è sempre più strettamente connessa alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. La semaglutide, nota per il suo ruolo nel trattamento del diabete e dell’obesità, si conferma un potente alleato anche nella protezione cardiovascolare. I dati più recenti ne evidenziano l’efficacia al punto da renderlo una risorsa destinata a entrare ufficialmente tra le opzioni terapeutiche per i pazienti ad alto rischio cardiovascolare. La semaglutide, infatti, è l’unica in grado di prevenire infarto ed ictus in tutti i pazienti ad alto rischio, anche in pillola.

Ad evidenziare il tutto sono i risultati di due nuovi ampi studi internazionali, condotti complessivamente su oltre 35.000 persone: il primo (studio SOUL), pubblicato sul New England Journal of Medicine e presentato all’annuale sessione scientifica ed expo dell’American College of Cardiology svoltosi a Chicago, ha dimostrato come la semaglutide riduca del 14% infarto, ictus e mortalità per cause cardiache in chi ha il diabete di tipo 2 e un rischio cardiovascolare elevato. La seconda analisi, chiamata studio ‘SCORE’, ha accertato invece che la molecola, nella formulazione per via iniettiva, protegge il cuore di chi non ha problemi di glicemia ma è sovrappeso od obeso, diminuendo fino al 57% il rischio di attacchi cardiaci, ictus e decessi.

Lo studio SOUL

La prima ricerca, di cui adesso sono disponibili i risultati definitivi, è lo studio internazionale multicentrico SOUL. Il lavoro ha coinvolto 9650 persone (seguite per circa 5 anni) con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare e/o insufficienza renale cronica, trattate con semaglutide per via orale o con placebo. Come già evidenziato in precedenza la terapia con semaglutide (unico farmaco GLP-1 per cui sia approvata la formulazione orale) ha ridotto del 14% il rischio di infarto, ictus e morte per cause cardiache.

“L’effetto di protezione cardiovascolare è netto”ha dichiarato Pasquale Perrone Filardi, Presidente della Società Italiana di Cardiologia (SIC). “L’utilizzo della pillola a base di semaglutide – ha aggiunto – migliora la salute di cuore e vasi e previene la progressione dell’aterosclerosi. Ha un’efficacia superiore rispetto a qualsiasi altra terapia orale anche nella riduzione dei valori di emoglobina glicata e nella diminuzione del perso corporeo. Tutto questo si traduce in una consistente azione protettiva sull’apparato cardiovascolare”.

Sulla base dei nuovi risultati di protezione cardiovascolare è stata richiesta a FDA ed Ema un’estensione dell’indicazione d’uso per la riduzione del rischio cardiovascolare.

“Dobbiamo tenere presente che una persona con diabete su tre ha anche una malattia cardiovascolare, perciò, è cruciale avere terapie che possano incidere su entrambe le condizioni”spiega Ciro Indolfi, presidente della Federazione Italiana di Cardiologia (FIC). “Il meccanismo d’azione – prosegue – e gli effetti di semaglutide orale rendono perciò questo trattamento il gold standard per intervenire tempestivamente sulla riduzione del rischio cardiovascolare nelle persone con diabete di tipo 2″.

Lo studio SCORE

Lo studio SCORE ha coinvolto 27.963 adulti con malattia cardiovascolare conclamata, in sovrappeso o obesi, ma senza diabete di tipo 2. I partecipanti, suddivisi tra soggetti non trattati e pazienti che hanno ricevuto semaglutide 2.4 mg per via iniettiva, sono stati seguiti in media per circa 7 mesi. I risultati hanno evidenziato una riduzione del 57% del rischio relativo di infarto, ictus e mortalità per tutte le cause, che scende al 45% quando si considera anche il rischio di ricovero per scompenso cardiaco o la necessità di procedure di rivascolarizzazione.

Clicca qui per leggere l’estratto originale dello studio SOUL.

Fonte studio Score.

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semaglutide
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