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Sempre più donne chiedono aiuto contro la violenza

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Nel primo trimestre 2024 sono aumentate le richieste di aiuto delle donne al numero anti violenza e stalking 1522. Ne parla il nuovo rapporto Istat

Le donne chiedono sempre più aiuto! Nei primi tre mesi del 2024, infatti, le richieste di aiuto al numero antiviolenza e stalking 1522 hanno registrato un incremento dell’83,5% rispetto allo stesso periodo del 2023, attribuibile anche al successo delle attività di sensibilizzazione e comunicazione su web, televisione, stampa e campagne dedicate alla lotta contro la violenza sulle donne. Questo dato, emerso dal confronto con il primo trimestre del 2023 e basato sull’ultima rilevazione Istat, è stato evidenziato a margine dei primi tre incontri del progetto Menarini “Stop alla violenza di genere. Formare per fermare”, svoltisi a Milano, Roma e Firenze, in preparazione alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si terrà il 25 novembre.

“Proprio dalla convinzione che contribuire ad aiutare i giornalisti a raggiungere una comprensione più profonda del fenomeno possa motivare la società civile ad agirecommenta Valeria Speroni Cardi, direttore della comunicazione del Gruppo Menarini – nasce e prosegue l’impegno del Gruppo Menarini a sostegno di corsi che aiutino gli specialisti dell’informazione a capire e raccontare la violenza con le parole giuste, fornendo fonti, dati, conoscenze medico-scientifiche, psicologiche e normative”.

Rimane comunque alto il numero dei femminicidi nel 2024

Nel 2023, i femminicidi hanno costituito quasi il 36% del totale degli omicidi registrati. I dati rivelano anche 17.789 casi di maltrattamenti in famiglia nei confronti di donne, 12.061 episodi di atti persecutori e 5.421 denunce di violenza sessuale. Inoltre, secondo le statistiche del Ministero dell’Interno, dall’inizio del 2024 a oggi, le vittime di femminicidio sono già 97. In questo contesto, i media hanno svolto un ruolo fondamentale nel potenziare la capacità delle donne di chiedere aiuto, amplificando il messaggio e sensibilizzando l’opinione pubblica.

Segnali di speranza

“È significativo che, alla luce delle più recenti rilevazioni ISTAT, ci sia stato un incremento dell’83,5% delle richieste di aiuto al numero anti violenza e stalking 1522 per effetto dei media che, dal confronto tra il primo trimestre del 2023 e il primo trimestre del 2024, sono passate da 2.331 a 17.880 – sottolinea Mirella Taranto, capo ufficio stampa dell’Istituto Superiore di Sanità, tra i relatori del corso svolto di recente a Firenze.

“Tale incremento – prosegue l’esperta – si conferma anche nel secondo trimestre del 2024, seppur di minore intensità, con il 57,4% pari a 15.109 chiamate. Con l’obiettivo di accrescere le capacità di individuazione, diagnosi e trattamento della violenza di genere e prevenire i casi di re-vittimizzazione l’ISS ha finora formato 18.000 operatrici e operatori sanitari in 651 pronto soccorsi italiani”.

Il ruolo delle istituzioni

Un’informazione sempre più accurata e responsabile è essenziale per promuovere un cambiamento culturale e organizzativo nei servizi di emergenza dedicati alle donne vittime di violenza. Sebbene enti, istituzioni regionali, la rete territoriale del Codice Rosa e i Centri Antiviolenza si impegnino a fornire risposte sanitarie qualificate e tempestive, il rischio che le donne continuino a essere vittime persiste se non vengono supportate nei modi e nei tempi adeguati.

Nel 2022, le strutture di emergenza-urgenza hanno registrato quasi 15.000 accessi per violenza, pari a circa 5 ogni 10.000 donne, con 1.196 ricoveri necessari. Gli esperti sottolineano l’importanza di garantire che queste strutture dispongano di un numero sufficiente di operatori sanitari, adeguatamente formati per offrire una presa in carico tempestiva e appropriata delle vittime. È fondamentale che questi professionisti sappiano riconoscere e identificare le lesioni fisiche e psicologiche, fornendo supporto e assistenza anche a eventuali minori che accompagnano le vittime, da considerare come soggetti vulnerabili.

“Il modello di Codice Rosa prevede che nei pronto soccorso e negli ospedali ci sia una rapida accoglienza, anche solo nei casi di sospetta violenza di genere, che devono essere gestiti in luoghi dedicati, dove sia massima la riservatezza della donna”afferma Vittoria Doretti, esperta CTS dell’Osservatorio sul fenomeno della violenza nei confronti delle donne e la violenza di genere della Presidenza del Consiglio dei Ministri DPO. “Ma – prosegue Doretti – soprattutto è importante agire in squadra. Il che vuol dire avere dei percorsi condivisi con enti, istituzioni e con le associazioni, in un’alleanza che coinvolge anche gli organi di comunicazione”.

Secondo Alessandra Kustermann, già direttrice di Unità Operativa Complessa di Ginecologia e Ostetricia, Pronto Soccorso ostetrico-ginecologico, Soccorso Violenza Sessuale e Domestica e Consultorio Familiare dell’Irccs Ca’ Granda di Milano, E’ necessario un maggiore impegno di tutti gli attori della rete di accoglienza a fornire risposte più adeguate. Il tempo che medici e infermieri dovrebbero dedicare a una vittima di violenza non è compatibile con l’attuale sovraffollamento dei pronto soccorso”.

I giovani sono ancora indietro

“Secondo l’indagine ISTAT sugli stereotipi sui ruoli di genere e l’immagine sociale della violenza – dice Danila Pescina, psicologa e criminologa tra i relatori dei corsi – è ancora diffuso un atteggiamento di tolleranza nei confronti della violenza fisica all’interno della coppia, specialmente tra i giovani che ritengono accettabile che l’uomo abbia controllo sulla propria compagna. Si innesca, quindi, fin dai primi anni dell’età adulta, un comportamento a favore dell’abuso nelle sue forme più disparate”.

Tra gli individui della fascia di età dai 18 ai 29 anni che hanno preso parte all’indagine ISTAT, il 16,1% ritiene accettabile che “un uomo controlli abitualmente il cellulare o l’attività sui social network della propria moglie o compagna”, quasi il 4% sostiene che un ragazzo possa schiaffeggiare la sua fidanzata perché “ha civettato o flirtato con un altro uomo” e circa il 5% crede sia normale che “in una coppia ci scappi uno schiaffo ogni tanto”. Numeri ancora tanto allarmanti.

Fonte Dichiarazioni: Ansa.it

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