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Team di esperti scopre due proteine vitali per la fertilità

Tempo di lettura: 3 minuti

Uno studio giapponese, pubblicato sulla rivista Nature Communications, ha messo in evidenza il ruolo cruciale delle proteine Cfap91 ed Efcab5 nella fertilità. Ecco i principali risultati della ricerca

Che cosa mette in moto gli spermatozoi e consente loro di muoversi con agilità, utilizzando la coda per nuotare fino a raggiungere la loro destinazione? Un team di scienziati ha cercato di decifrare il ‘codice’ alla base di questo movimento, riuscendo a identificare due proteine chiave, fondamentali per la fertilità maschile. Nel dettaglio, i ricercatori dell’Università di Osaka, in Giappone, autori di uno studio pubblicato su Nature Communications, hanno concentrato la loro attenzione sulle proteine Cfap91 ed Efcab5. I risultati della ricerca mostrano che queste molecole svolgono un ruolo fondamentale nella motilità degli spermatozoi e che la perdita di funzione di una di esse può compromettere la fertilità maschile, come osservato nei modelli murini.

I flagelli

Le cause di infertilità possono essere molteplici e non sempre è semplice individuare con precisione l’origine del problema quando una coppia ha difficoltà a concepire. Gli esperti spiegano che, con questa scoperta, si aggiunge un nuovo tassello al complesso puzzle della fertilità, grazie all’identificazione di due proteine chiave. Gli spermatozoi, chiariscono i ricercatori, si muovono grazie ai flagelli, strutture simili a lunghe fruste che, con il loro movimento, li spingono in avanti. Quando i flagelli non funzionano correttamente, gli spermatozoi non riescono a viaggiare in modo rapido ed efficiente, riducendo così le probabilità di fecondazione. Qualsiasi fattore che comprometta la funzionalità dei flagelli può, dunque, causare infertilità maschile.

Il commento degli autori dello studio

“La struttura del flagello dello spermatozoo è piuttosto complessa” – afferma l’autore principale dello studio, Haoting Wang. “La proteina Cfap91 – aggiunge – è stata implicata nell’infertilità maschile umana, ma non è chiaro il motivo per cui abbia questo effetto“. Per esplorarne il ruolo nello sviluppo e nella funzione degli spermatozoi, i ricercatori hanno generato topi che non esprimevano questa proteina. I ricercatori hanno poi riespresso Cfap91 negli stessi topi per capire con quali altre proteine ​​interagisce. Hanno quindi utilizzato una tecnica chiamata ‘proximity labeling’ per identificare ulteriori proteine ​​correlate negli spermatozoi completamente sviluppati.

“I risultati sono stati molto chiari” – spiega Haruhiko Miyata, autore senior. “Non solo i topi ‘knockout’ per Cfap91” (cioè con la proteina ‘spenta’) presentavano una formazione alterata del flagello degli spermatozoi, ma presentavano anche infertilità maschile”.

Quando Cfap91 è stata nuovamente espressa nei topi, i ricercatori hanno osservato che interagiva con alcune proteine radiali già note. L’analisi ha inoltre rivelato che Efcab5 è una proteina strettamente collegata a Cfap91, con un ruolo cruciale nella regolazione del movimento degli spermatozoi.

“I nostri risultati dimostrano che Cfap91 influenza la fertilità maschile perché funge da impalcatura per l’assemblaggio dei raggi radiali” – con cui sono strutturati i flagelli. “Inoltre, abbiamo dimostrato che la proteina Efcab5, presente nelle vicinanze, è fondamentale per il controllo del movimento specializzato degli spermatozoi” – chiarisce Haoting.

I risultati dello studio evidenziano la complessità della struttura degli spermatozoi negli esseri umani e il suo contributo alla fertilità maschile. Comprendere il funzionamento di queste proteine ​​aiuta a comprendere l’infertilità maschile e potrebbe contribuire allo sviluppo di nuovi target diagnostici.

Clicca qui per leggere l’estratto originale dello studio.

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