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Fibrillazione atriale – Uno studio pubblicato su NEMJ dimostra che l’ablazione è il trattamento più efficace

Tempo di lettura: 2 minuti

Se il cuore perde il ritmo, per la fibrillazione atriale persistente è più efficace l’ablazione rispetto ai farmaci. Cosa dice lo studio Avant Guard pubblicato su NEJM.

Un cambio di paradigma per la fibrillazione atriale persistente

La fibrillazione atriale (FA) persistente, definita come un’alterazione continuativa del ritmo cardiaco superiore ai sette giorni, rappresenta una delle forme più gravi e complesse di questa aritmia. A livello globale colpisce oltre 52 milioni di persone.

Fino ad oggi, i protocolli terapeutici standard prevedevano l’approccio farmacologico (antiaritmici e anticoagulanti) come prima linea di trattamento. E riservavano le procedure interventistiche solo ai casi refrattari.

Tuttavia, i risultati dello studio internazionale Avant Guard, pubblicati di recente sul New England Journal of Medicine, mettono in discussione questo algoritmo. L’evidenza scientifica dimostra infatti che una strategia d’intervento precoce è nettamente più efficace nel controllo della fibrillazione atriale rispetto alla sola terapia medica standard.

Lo studio Avant Guard: l’efficacia della PFA a confronto con i farmaci

Il trial clinico ha arruolato 310 pazienti affetti da fibrillazione atriale persistente non precedentemente trattata, con l’obiettivo di valutare l’efficacia dell’Ablazione a Campi Pulsati (PFA) come terapia iniziale di prima linea.

Il campione è stato randomizzato. 207 pazienti sono stati sottoposti immediatamente alla procedura endovascolare tramite catetere di ultima generazione FARAWAVE. I restanti 103 sono stati trattati unicamente con la terapia farmacologica.

Per garantire un monitoraggio rigoroso e continuo h24 del ritmo cardiaco, a tutti i partecipanti è stato impiantato un loop recorder. I dati raccolti a 12 mesi hanno evidenziato un successo terapeutico nettamente superiore nel braccio sottoposto a intervento. La percentuale di mantenimento del ritmo sinusale normale è stata del 56% nel gruppo PFA contro appena il 30% nel gruppo dei farmaci.

Tecnologia d’avanguardia e riscrittura delle linee guida internazionali

Al di là del netto vantaggio in termini di efficacia a un anno, lo studio evidenzia l’elevato profilo di sicurezza dell’Ablazione a Campi Pulsati per il trattamento della fibrillazione atriale.

A differenza delle tecniche tradizionali termiche (radiofrequenza o crioablazione), la PFA impiega impulsi elettrici ultra-rapidi a brevissimo raggio capaci di colpire in modo selettivo ed elettroporativo solo i cardiomiociti responsabili dell’aritmia. Si azzera, così, il rischio di lesioni a strutture extra-cardiache critiche come l’esofago o i nervi.

Questa combinazione di mini-invasività (l’intervento dura circa 40 minuti con due giorni di degenza) e superiorità clinica, supportata anche dall’attiva partecipazione del Maria Cecilia Hospital di Cotignola (GVM Care & Research), si candida ufficialmente a riscrivere le linee guida internazionali. E sposta l’ablazione precoce da opzione di salvataggio a gold standard terapeutico sin dal momento della diagnosi.

Al successo dello studio ha contribuito attivamente il prof. Saverio Iacopino, coordinatore dell’Aritmologia al Maria Cecilia Hospital di Cotignola e coautore della ricerca. Egli ha sottolineato come questa strategia precoce sia destinata a riscrivere le linee guida internazionali, offrendo finalmente una terapia d’avanguardia a milioni di pazienti sin dal momento della diagnosi.

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