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Italian Medical News

Arriva in Italia il primo farmaco per la cura della vitiligine

Tempo di lettura: 2 minuti

Il suo nome è ruxolitinib e nel giro di breve tempo sarà a disposizione di oltre 300.000 italiani colpiti dalla disagiante condizione

A cura di Davide Pezza

Il Servizio Sanitario Nazionale inizierà a rimborsare il primo farmaco per il trattamento della vitiligine: il ruxolitinib, un inibitore della Janus chinasi. La vitiligine, che interessa più di 300.000 persone in Italia, è una malattia cronica autoimmune caratterizzata da vistose macchie bianche, ma i suoi effetti non si limitano all’aspetto estetico. È spesso associata a disturbi sistemici, ansia, depressione, isolamento sociale e stress.

“Per questi pazienti finalmente abbiamo il primo farmaco dedicato alla vitiligine – ha annunciato all’Adnkronos Salute Andrea Paro Vidolin, responsabile Centro Fotodermatologia Ospedale Israelitico di Roma, uno dei centri prescrittori della terapia riconosciuti in Italia. “Si tratta di una terapia topica – spiega Vidolin – approvata da Fda, Ema, Aifa e ora anche rimborsabile dal nostro Servizio sanitario nazionale. Si tratta inoltre del primo e unico trattamento specifico per la vitiligine non segmentale con interessamento del viso in adulti e adolescenti a partire dai 12 anni di età”.

“Ruxolitinib, un inibitore della Janus chinasi, è il primo e unico farmaco che agisce sul meccanismo alla base della malattia, consentendo la repigmentazione della pelle –
spiega Paro Vidolin – che però non può essere prescritto dal singolo dermatologo, ma dagli appositi centri prescrittori individuati da ciascuna Regione. La crema potrà essere prescritta ai pazienti a partire dai 12 anni di età con una vitiligine del volto stabile, e dovrà essere applicata 2 volte al giorno per un periodo di 6-12 mesi. Si tratta di una rivoluzione“.

“Alcuni studi preliminari in corso negli Stati Uniti indicano che l’associazione di ruxolitinib con la fototerapia può migliorare l’efficacia del farmaco e abbreviare i tempi di pigmentazione con un notevole vantaggio per i pazienti” –  conclude Paro Vidolin.

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