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Aggiornati i servizi garantiti dal Servizio Sanitario: le novità

Tempo di lettura: 3 minuti

Screening genetici per tumori ereditari, test neonatali ampliati, nuove esenzioni per malattie croniche e disturbi dell’alimentazione. Il Servizio sanitario si rinnova per garantire cure più eque e appropriate

Nuovi programmi di screening per i tumori ereditari, estensione dei test neonatali ad altre otto malattie rare, nuove prestazioni per i disturbi dell’alimentazione e ampliamento delle patologie croniche esenti dal ticket. Dopo otto anni dall’ultimo aggiornamento, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato la revisione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè l’insieme delle cure, delle prestazioni e dei servizi che il Servizio sanitario nazionale garantisce a tutti i cittadini gratuitamente o con il pagamento di un ticket. L’intervento aggiorna il Dpcm del 12 gennaio 2017, rendendo l’offerta sanitaria più attuale e inclusiva.

“L’obiettivo dell’interventospiega la Stato-Regioni è quello di eliminare prestazioni ormai obsolete, migliorare l’appropriatezza organizzativa e clinica e favorire una maggiore razionalizzazione prescrittiva, in linea con la riduzione degli oneri per il Servizio sanitario nazionale”.

Nel dettaglio, le Regioni hanno espresso parere favorevole su un primo Dpcm a impatto economico che introduce alcune novità significative: l’inserimento di due nuove prestazioni di terapia psicoeducazionale per i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, sia in forma individuale sia di gruppo; il riconoscimento di tre nuove malattie croniche tra quelle esenti dal ticket — sindrome fibromialgica, idrosadenite cronica suppurativa e malattia polmonare da micobatteri non tubercolari — e l’ampliamento delle prestazioni specialistiche dedicate al monitoraggio della gravidanza fisiologica.

Parere favorevole delle Regioni anche su un secondo provvedimento, il Decreto del Ministro della Salute ‘isorisorse’, a neutralità finanziaria, che aggiorna, tra gli altri, gli elenchi delle malattie rare che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni correlate alla malattia; le prestazioni di assistenza termale; i Diagnosis Related Group (DRG) per i ricoveri in regime di degenza ordinaria ad alto rischio di non appropriatezza.

Altre novità

Tra le nuove prestazioni introdotte figurano anche l’ampliamento dello screening neonatale a otto ulteriori malattie genetiche rare, tra cui l’atrofia muscolare spinale (SMA) e le immunodeficienze combinate gravi (SCID). Un’altra importante innovazione riguarda la sorveglianza attiva delle donne con predisposizione genetica ereditaria ai tumori della mammella e dell’ovaio. Il programma prevede due fasi: l’identificazione delle varianti patogene dei geni BRCA1 e BRCA2 nelle pazienti già affette da tumore e, successivamente, lo screening periodico delle familiari sane risultate positive. In questo modo, visite senologiche, mammografie, ecografie, risonanze e consulenze oncologiche e ginecologiche entreranno a pieno titolo nei Lea, coinvolgendo ogni anno oltre 10.000 donne.

L’impatto economico dei nuovi Lea è stimato in circa 150 milioni di euro l’anno. La Conferenza delle Regioni ha sottolineato l’importanza di mantenere un dialogo costante con la Commissione Lea del Ministero della Salute, per favorire il confronto su eventuali aggiornamenti futuri e sull’inserimento di ulteriori prestazioni ancora escluse. Le Regioni hanno inoltre proposto che l’entrata in vigore dei due provvedimenti avvenga non prima di 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, così da garantire il tempo necessario per l’adeguamento dei sistemi informativi e organizzativi centrali e regionali.

“L’approvazione dei nuovi Lea è un passo avanti che il Paese attendeva da troppo tempo”commenta Ilenia Malavasi, deputata del Pd della commissione affari sociali. “Ora – sottolinea – è fondamentale che i nuovi Lea diventino operativi in tempi rapidi, e che vengano assicurate le risorse necessarie perché nessun bambino, in nessuna regione, resti indietro”. 

Fonte: Ansa.it

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