Non solo riposo: la ricerca oncologica internazionale promuove l’attività fisica personalizzata come parte integrante della cura durante la chemioterapia.
Quando si parla di chemioterapia, molte persone potrebbero immaginare un periodo caratterizzato esclusivamente da riposo e riduzione delle attività quotidiane. E come unico focus le cure oncologiche.
Sebbene il recupero e l’ascolto del proprio corpo rimangano fondamentali, negli ultimi anni la ricerca scientifica ha dimostrato che l‘attività fisica, se adeguatamente adattata alle condizioni del paziente, può rappresentare un importante alleato durante il percorso oncologico.
Le principali società scientifiche internazionali oggi raccomandano l’esercizio fisico come parte integrante della presa in carico del paziente oncologico, non solo dopo le cure, ma anche durante il trattamento, come, ad esempio, riportato anche nelle più recenti linee guida dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO).
Che cosa accade all’organismo durante la chemioterapia?
La chemioterapia ha l’obiettivo di distruggere le cellule tumorali, ma può coinvolgere anche tessuti sani ad elevata attività metabolica. Questo può tradursi in effetti collaterali quali stanchezza intensa, perdita di massa muscolare, riduzione della capacità cardiovascolare, diminuzione dell’appetito, alterazioni del sonno e peggioramento del benessere psicologico.
Uno degli effetti più frequenti è la cosiddetta “fatigue oncologica“, una sensazione di affaticamento persistente che non migliora completamente con il riposo e che può compromettere significativamente la qualità della vita.
L’attività fisica può fare la differenza.
Contrariamente a quanto si pensava in passato, numerosi studi hanno evidenziato che l’esercizio fisico svolto durante la chemioterapia è generalmente sicuro e associato a molteplici benefici.
L’attività fisica contribuisce a mantenere la massa muscolare, preservare la forza, migliorare la funzionalità cardiovascolare e ridurre il senso di affaticamento. Inoltre, favorisce una migliore qualità del sonno e può contribuire a ridurre sintomi di ansia e depressione frequentemente associati alla diagnosi oncologica.
Infatti, una revisione sistematica pubblicata nel 2024 sul Journal of Surgical Oncology, che ha incluso 1.418 pazienti in trattamento chemioterapico, ha evidenziato che programmi di esercizio fisico strutturati e supervisionati dagli specialisti, sono associati a significativi miglioramenti della composizione corporea, della capacità fisica, della forza muscolare e del benessere percepito.
Quale attività scegliere?
Non esiste un programma valido per tutti. Le indicazioni devono essere personalizzate in base al tipo di tumore, alle terapie ricevute, all’età e alle condizioni cliniche generali.
In linea generale, le evidenze supportano una combinazione di attività aerobica moderata, come camminata veloce, cyclette o nuoto; esercizi di forza con pesi leggeri o elastici; attività volte a migliorare equilibrio e mobilità articolare.
Anche piccole quantità di movimento possono produrre benefici. Nei giorni più difficili, una breve passeggiata può rappresentare un obiettivo realistico e utile.
L’esercizio rende la chemioterapia più efficace?
Questa è una domanda frequente. Attualmente esistono dati promettenti che suggeriscono possibili effetti favorevoli dell’esercizio sull’ambiente biologico del tumore e sulla tolleranza alle terapie.
Tuttavia, le prove disponibili non consentono ancora di affermare che l’attività fisica aumenti direttamente l’efficacia antitumorale della chemioterapia in tutti i tipi di cancro.
Le evidenze più solide dimostrano invece che l’esercizio aiuta il paziente a tollerare meglio il trattamento, mantenere una migliore funzionalità fisica e affrontare con maggiore resilienza il percorso terapeutico.
Conclusioni
La moderna oncologia considera sempre più il movimento come una vera e propria componente della cura. Naturalmente, l’attività fisica non sostituisce i trattamenti oncologici e deve essere adattata alle condizioni del singolo paziente sotto supervisione medica.
Tuttavia, le conoscenze scientifiche attuali indicano chiaramente che evitare una completa inattività, quando possibile, può offrire vantaggi concreti.
Essere fisicamente attivi durante la chemioterapia non significa allenarsi come un atleta, ma aiutare il proprio organismo a conservare forza, autonomia e qualità della vita. In molti casi, anche pochi minuti di movimento al giorno possono rappresentare un investimento importante per affrontare le cure con maggiore energia e fiducia.
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