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Diagnosi della SLA: raggiunto un nuovo traguardo

Tempo di lettura: 2 minuti

Scoperto un nuovo biomarcatore nel sangue: un gruppo di proteine in grado di identificare in maniera affidabile la SLA agli stadi iniziali. I risultati sono apparsi su Nature Medicine

Un nuovo e significativo progresso nella diagnosi precoce della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è stato raggiunto grazie a uno studio internazionale. In particolare, la ricerca è stata guidata dal professor Adriano Chiò, direttore della Neurologia 1 universitaria della Città della Salute di Torino, insieme al professor Andrea Calvo, neurologo della stessa struttura. Inoltre, il progetto è stato sviluppato in stretta collaborazione con il National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti. Infine, i risultati dello studio sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Medicine.

“I ricercatori – informa una nota – hanno individuato nel sangue un insieme di proteine che potrebbe rappresentare un biomarcatore affidabile per identificare la Sla nelle sue fasi iniziali. La scoperta si basa su una tecnologia di avanguardia nel campo della proteomica, chiamata Olink Explore 3072. Tale tecnologia consente di misurare con estrema precisione la concentrazione di oltre 3.000 proteine circolanti nel plasma“.

“Questi risultati – spiega Chiò – rappresentano una vera svolta: per la prima volta disponiamo di uno strumento potenziale non solo per migliorare ed accelerare la diagnosi di SLA, ma anche per identificarla in una fase molto precoce, permettendo di intervenire in modo più immediato e più mirato”.

Clicca qui per leggere l’estratto originale dello studio.

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SLA
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