Italian Medical News

Identificato un gene chiave per la longevità

Tempo di lettura: 2 minuti

Un team di ricercatori dell’Università di Copenaghen fa luce su Oser1, proteina che sembra avere una grande influenza sulla longevità

Sonno, attività fisica, vita sociale attiva e una dieta ricca di frutta e verdura sono tra i consigli più comuni per favorire una vita lunga e sana. Tuttavia, i ricercatori dell’Università di Copenaghen hanno fatto un ulteriore passo avanti nella comprensione della longevità, identificando il ruolo chiave di una proteina chiamata Oser1, che sembra influenzare significativamente la durata della vita e potrebbe portare allo sviluppo di nuove terapie.

Non è la prima volta che viene rilevata una connessione tra una proteina e una maggiore propensione a vivere più a lungo e in buona salute. Un precedente studio, guidato da Annibale Puca del Gruppo MultiMedica di Milano e Paolo Madeddu dell’Università di Bristol, aveva evidenziato il ruolo della proteina BPIFB4, nella sua variante Lav, tra i centenari. Ora, grazie a un lavoro i cui risultati sono pubblicati sulla rivista Nature Communications, il team danese ha identificato un nuovo fattore pro-longevità: “si tratta di una proteina che esiste in vari animali, come i moscerini della frutta, i bachi da seta e gli esseri umani”afferma Lene Juel Rasmussen, autrice senior del nuovo studio.

Capire il ruolo di Oser1 negli esseri umani

I ricercatori hanno identificato la proteina Oser1 esaminando un ampio gruppo di proteine controllate dal principale fattore di trascrizione Foxo, noto per essere un importante regolatore della longevità. “Abbiamo trovato 10 geni che, quando abbiamo manipolato la loro espressione, hanno cambiato la longevitàha spiegato Zhiquan Li, primo autore del nuovo studio. Abbiamo quindi deciso di concentrarci su uno che sembrava avere un’influenza maggiore, il gene Oser1″. Dopo averlo studiato in modelli animali, i ricercatori sono ora concentrati sul ruolo del gene negli esseri umani. Fino ad oggi, infatti, si sa molto poco su questo. L’obiettivo è che l’identificazione fornisca nuovi bersagli farmacologici per le malattie legate all’età, come quelle cardiovascolari e neurodegenerative.

Clicca qui per leggere l’estratto originale dello studio.

Potrebbe interessare anche Scoperto nuovo composto che combatte il grasso

longevità
Condividi:
italian medical news
ISCRIVITI Subito ALLA NEWSLETTER
non perderti le news!
ISCRIVITI Subito ALLA NEWSLETTER
non perderti le news!