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Il testing RAS nel carcinoma colorettale metastatico: un percorso integrato dalla pre-analitica alla refertazione

Tempo di lettura: 3 minuti

ll percorso diagnostico del paziente con CRC richiede l’armonizzazione delle procedure pre-analitiche, analitiche e post-analitiche alla base del testing RAS per migliorare le prospettive di trattamento dei pazienti oncologici. In questa interessantissima intervista ne parlano 3 esperti del settore: Il Prof. Umberto Malapelle, il Prof. Francesco Pepe e l Dr.ssa Valentina Angerilli

La valutazione dello status mutazionale dei geni RAS (KRAS e NRAS) diventa essenziale nella gestione del carcinoma colorettale metastatico (CRC) ed è indispensabile per una corretta selezione dei pazienti.

Il percorso diagnostico del paziente con CRC richiede l’armonizzazione delle procedure pre-analitiche, analitiche e post-analitiche alla base del testing RAS per migliorare le prospettive di trattamento dei pazienti oncologici.

Pre analitica

La qualità del campione rappresenta un fattore determinante per l’affidabilità dell’analisi molecolare. Biopsie e campioni chirurgici presentano criticità differenti che devono essere attentamente valutate. La qualità del preparato e la cellularità neoplastica del campione sono parametri da monitorare e standardizzare per consentire un’adeguata interpretazione del dato molecolare, alla luce dei criteri analitici e clinici indicati dagli studi clinici.

Biopsie caratterizzate da bassa cellularità tumorale, campioni mucinosi o tessuti sottoposti a terapia neoadiuvante possono ridurre l’affidabilità del dato molecolare e devono essere valutati con particolare attenzione per consentire un’adeguata interpretazione clinical del dato molecolare. In questo contesto, la stima accurata della percentuale di cellule tumorali è essenziale per interpretare correttamente alterazioni molecolari con una frequenza mutazionale vicina al cut-off del 5% ed evitare errori di classificazione dello stato mutazionale.

Analitica

La scelta della strategia di testing deve essere guidata dalle caratteristiche del campione e dai requisiti tecnici della piattaforma analitica. In questo contesto, parametri come il limit of detection (LoD) del test e il reference range vanno valutati per ridurre la percentuale di casi falsi negativi e caratterizzati da errato reporting delle alterazioni subclonali di scarso impatto clinicico (falsi positivi). Le tecnologie di Next-Generation Sequencing (NGS) rappresentano, ad oggi, il gold standard per la determinazione dello stato mutazionale dei geni K/NRAS.

Il cut-off di Mutant allele fraction MAF ≥ 5% rappresenta il cut-off clinico per l’interpretazione delle mutazioni RAS nel carcinoma colorettale metastaticocome indicato  dalle linee guida nazionali (AIOM, SIAPEC). La MAF indica la percentuale di molecole di DNA che presentano una specifica mutazione rispetto al totale di molecole analizzate per una specifica regione del DNA. Le tecnologie NGS consentono di identificare in modo affidabile mutazioni con MAF ≥ 5%, superando i limiti analitici delle metodiche di sequenziamento di vecchia generazione. Un approccio basato sull’integrabilità delle tecnologie, che combini NGS e metodiche ortogonali (RT-PCR, dPCR), consente di rafforzare il dato molecolare nei casi borderline o complessi che richiedono approfondimento dal punto di vista analitico.

Il referto di patologia molecolare rappresenta un atto clinico e deve essere strutturato per risultare chiaro, completo e immediatamente interpretabile dall’oncologo. Deve includere tutta una serie di informazioni cliniche ed analitiche tra cui gli identificativi, il tipo di campione, la diagnosi microscopica, la percentuale di cellule tumorali, l’eventuale microdissezione, la metodica utilizzata, il LoD, i geni analizzati e le varianti identificate.

Post analitica e refertazione

La correlazione tra cellularità tumorale e MAF è fondamentale per conferire solidità clinica al risultato e per una corretta interpretazione del dato molecolare. Le alterazioni di immediato impatto clinico devono essere chiaramente evidenziate nel referto, mentre le altre informazioni molecolari possono essere riportate in sezioni supplementari.

Nel contesto della biopsia liquida, il concetto di cut-off rimane centrale: un risultato negativo indica la non rilevabilità di alterazioni molecolari entro i limiti della metodica e non conferma lo status di wild type. Nel prossimo futuro, strategie analitiche in grado di valutare la tumor fraction (TF)  supereranno tale limitazione metodologica.

Messaggio conclusivo

Il cut-off del 5% non è un parametro tecnico astratto, ma rappresenta il punto di equilibrio tra biologia tumorale, tecnologia analitica e decisione clinica. Esso costituisce l’elemento cardine per una corretta interpretazione del testing RAS nel carcinoma colorettale metastatico.

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