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Italian Medical News

Cardiologia di Precisione: Cure Sartoriali per il Cuore

Tempo di lettura: 2 minuti

Dalla ricerca dell’IRCCS Maria Cecilia Hospital arrivano terapie antiaggreganti su misura, per la prevenzione e la cura degli eventi cardiovascolari.

Nel panorama della medicina contemporanea, le grandi conquiste tecnologiche e farmacologiche ci hanno abituato a gestire con successo l’evento acuto, come nel caso dell’infarto miocardico. Tuttavia, la vera sfida clinica si sposta oggi sul fronte della prevenzione a lungo termine e della gestione terapeutica quotidiana. All’IRCCS Maria Cecilia Hospital di Cotignola (RA), struttura di Alta Specialità di GVM Care & Research, l’attività di ricerca sta tracciando una strada netta verso la cardiologia di precisione.

L’obiettivo primario non è soltanto fluidificare il sangue per prevenire la formazione di trombi e scongiurare recidive. Ma calibrare il trattamento con estrema precisione sartoriale, evitando che la protezione antitrombotica esponga il malato a pericolosi rischi di sanguinamento.

La variabilità interindividuale: perché ogni cuore risponde in modo unico

Il cuore di questo cambiamento di paradigma risiede nella consapevolezza che la risposta ai farmaci non è affatto universale.

Come dimostrano ampi studi farmacodinamici condotti su una coorte senza precedenti di oltre 12.000 pazienti, esiste una marcata variabilità interindividuale che rende ogni organismo unico nella sua interazione con le terapie antiaggreganti. Il coordinatore di queste ricerche, il cardiologo emodinamista Mattia Galli, evidenzia come test di funzionalità piastrinica e analisi approfondite obblighino a superare il concetto standardizzato di “taglia unica”.

Questa variabilità è fortemente guidata da fattori biologici e genetici cruciali. Le ricerche hanno infatti evidenziato differenze legate al genere, con le donne che mostrano una reattività differente ad alcune molecole rispetto agli uomini e una risposta inferiore all’aspirina in termini di protezione cardiovascolare, e all’influenza del profilo genetico ed etnico.

Dalla ricerca traslazionale alla pratica clinica: i nuovi biomarcatori e l’efficacia del ticagrelor

A ciò si aggiunge la scoperta dei benefici cosiddetti “pleiotropici” di alcuni farmaci innovativi, come il ticagrelor rispetto al tradizionale clopidogrel, capaci di offrire al muscolo cardiaco un vero e proprio “scudo” protettivo supplementare contro lo stress ischemico.

Come sottolineato anche dalla professoressa Elena Tremoli, Direttore Scientifico della struttura ravennate, la frontiera odierna della ricerca traslazionale consiste nell’identificare nuovi biomarcatori per tracciare i fenotipi trombotici dei singoli pazienti. Trasferire questi dati in corsia significa guidare con successo lo switch o la de-escalation terapeutica post-infarto, garantendo cure realmente efficaci, sicure e su misura per ogni persona.

In calce a questo articolo, proponiamo il comunicato stampa ufficiale con tutti i dettagli dell’iniziativa:

IRCC MARIA CECILIA HOSPITAL, cardiologia di precisione, eventi cardiovascolari, ricerca scientifica, coaguli, cuore, prevenzione cardiovascolare

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