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Melanoma: si guarisce sempre di più e in tempi più rapidi

Tempo di lettura: 2 minuti

Nuovo lavoro italiano conferma il netto miglioramento di prognosi e guarigione. Nel nostro Paese circa 250.000 persone vivono dopo una diagnosi di melanoma

Il melanoma cutaneo rappresenta uno dei tumori con la crescita di incidenza più significativa nel nostro Paese. Tuttavia, i progressi della ricerca e l’introduzione di nuove strategie terapeutiche stanno modificando profondamente il decorso clinico della malattia. I dati mostrano un miglioramento continuo della sopravvivenza e, nella maggior parte dei pazienti, in particolare quando la diagnosi avviene in fase precoce, la prognosi è positiva. A confermarlo è uno studio condotto dall’Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori (IRST) di Meldola e dal CRO – Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, pubblicato sulla rivista Cancer Medicine.

Lo studio fornisce la prima stima nazionale degli indicatori di guarigione del melanoma cutaneo stratificati per stadio di malattia. Il lavoro è frutto di una collaborazione consolidata da oltre quindici anni tra i due istituti, realizzata con il sostegno della Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro e dell’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM), e si basa su dati epidemiologici rappresentativi dell’intera popolazione italiana. I risultati evidenziano, nell’arco degli ultimi vent’anni, un miglioramento costante sia della sopravvivenza a breve e lungo termine sia della probabilità di un esito favorevole dopo la diagnosi.

Il miglioramento riguarda anche i pazienti in fase avanzata. La diagnosi precoce rimane però fondamentale

Il miglioramento degli esiti non si limita alle forme iniziali di malattia. Dal 2013 in poi, la probabilità di un esito favorevole è cresciuta anche nei pazienti con melanoma diagnosticato in fase avanzata, caratterizzato da uno spessore superiore a 4 millimetri, che costituiscono circa il 10% dei casi. Resta tuttavia fondamentale il ruolo della diagnosi precoce: in Italia, circa il 60% dei melanomi viene identificato quando lo spessore è pari o inferiore a 1 millimetro, condizione associata a una sopravvivenza a uno e cinque anni prossima al 100% e a un’aspettativa di vita sovrapponibile a quella della popolazione generale, a condizione di un’adeguata sorveglianza clinica.

Nel complesso, si stima che oggi in Italia vivano circa 250.000 persone dopo una diagnosi di melanoma, con un aumento annuo di circa il 3%. Oltre la metà di questi pazienti ha ricevuto la diagnosi da più di dieci anni, a conferma del miglioramento globale degli esiti clinici. I risultati dello studio assumono un significato che trascende la sola dimensione clinica. La disponibilità di dati robusti sugli esiti a lungo termine costituisce infatti uno strumento essenziale per contrastare le discriminazioni che continuano a interessare le persone con una storia di malattia oncologica.

In questo quadro si colloca il provvedimento IVASS n. 169/2026, che applica in ambito assicurativo la legge 193/2023 sul diritto all’oblio oncologico, rafforzando la tutela delle persone guarite rispetto a discriminazioni di natura finanziaria e assicurativa. Le evidenze emerse dallo studio potrebbero ora orientare l’aggiornamento del decreto ministeriale che stabilisce i tempi di guarigione oncologica, rendendoli coerenti con le più recenti acquisizioni scientifiche.

Clicca qui per leggere l’estratto originale dello studio.

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