Non solo riposo prima delle terapie: la preabilitazione oncologica punta a rinforzare il corpo per aumentare la tolleranza alle cure.
Ricevere una diagnosi di tumore rappresenta uno dei momenti più difficili nella vita di una persona. Dopo lo shock iniziale, l’attenzione si concentra inevitabilmente sulle cure: interventi chirurgici, chemioterapia, radioterapia o trattamenti mirati.
Negli ultimi anni, tuttavia, la ricerca ha evidenziato l’importanza di una fase spesso trascurata: la preparazione del paziente prima dell’inizio delle terapie, non solo nel corpo, ma anche nella mente. Questo approccio prende il nome di preabilitazione oncologica e si struttura attraverso un insieme organico di interventi finalizzati a migliorare le condizioni fisiche e psicologiche del paziente per affrontare al meglio il percorso terapeutico.
I pilastri della preabilitazione oncologica
La preabilitazione può essere definita, secondo quanto ci indica la letteratura scientifica internazionale, come il processo attraverso il quale si cerca di aumentare le riserve funzionali dell’organismo prima dell’inizio delle cure oncologiche.
L’obiettivo è semplice: arrivare all’intervento chirurgico o alla chemioterapia nelle migliori condizioni possibili. Proprio come un atleta prepara il suo corpo a una competizione, il paziente può prepararsi a un trattamento che richiederà importanti risorse fisiche e mentali.
La preabilitazione si basa generalmente su tre pilastri: attività fisica personalizzata; ottimizzazione dello stato nutrizionale; supporto psicologico e gestione dello stress.
Perché è importante arrivare “in forma” alle cure?
Le evidenze scientifiche mostrano che una migliore condizione fisica prima delle cure è associata a svariati benefici generali come, ad esempio, un minore rischio di complicanze post-operatorie; la possibilità di un recupero più rapido dopo l’intervento; una probabile riduzione dei giorni di ospedalizzazione; una migliore tolleranza ai trattamenti oncologici e una maggiore qualità della vita, anche durante i trattamenti.
In particolare, la capacità cardiorespiratoria rappresenta uno dei principali indicatori della capacità dell’organismo di affrontare lo stress fisiologico legato alle cure, ridurre le complicanze e favorire una ripresa più rapida Il ruolo dell’esercizio fisico L’attività fisica è il cuore della preabilitazione oncologica.
I programmi vengono adattati alle caratteristiche del singolo paziente e possono includere esercizi aerobici, allenamento della forza e attività per migliorare equilibrio e mobilità. Non si tratta di allenamenti intensi o particolarmente impegnativi.
Nella maggior parte dei casi, il programma viene costruito gradualmente e calibrato sulle possibilità individuali e anche poche settimane di esercizio possono portare giovamenti significativi.
Nutrizione: un elemento fondamentale
La preparazione fisica non può prescindere da un adeguato supporto nutrizionale. Nelle linee guida della European Society for Clinical Nutrition and Metabolism, infatti, viene approfondito e ribadito che la malnutrizione e la perdita involontaria di peso rappresentano problemi frequenti nei pazienti oncologici e possono influenzare la risposta alle terapie, anche fino a comprometterla.
Per questo motivo, la valutazione nutrizionale è oggi considerata una componente essenziale della preabilitazione. In alcuni casi può essere necessario aumentare l’apporto proteico o correggere eventuali carenze nutrizionali prima dell’inizio delle cure. Mantenere una buona massa muscolare significa, infatti, poter disporre di una riserva metabolica preziosa per affrontare al meglio il percorso terapeutico.
Anche la mente ha bisogno di preparazione
La diagnosi di tumore genera inevitabilmente ansia, paura e incertezza. Lo stress psicologico può influenzare il sonno, l’appetito e la capacità di aderire ai trattamenti.
Per questo motivo, molti programmi di preabilitazione includono interventi di supporto psicologico, tecniche di gestione dello stress e percorsi educativi che aiutano il paziente a comprendere meglio il percorso di cura. Una maggiore consapevolezza delle terapie e degli obiettivi del trattamento contribuisce spesso a ridurre il senso di vulnerabilità e a favorire una partecipazione più attiva alle cure.
Conclusioni
La preabilitazione oncologica rappresenta un cambiamento culturale importante nel modo di concepire la cura del cancro. Non si tratta soltanto di intervenire sulla malattia, ma anche di mettere il paziente nelle condizioni migliori per affrontare il trattamento.
Le evidenze disponibili indicano che investire alcune settimane nella preparazione fisica, nutrizionale e psicologica può tradursi in benefici concreti durante e dopo le terapie. Sebbene non sostituisca in alcun modo i trattamenti oncologici, la preabilitazione si sta affermando come uno strumento complementare capace di migliorare la resilienza dell’organismo e la qualità dell’esperienza terapeutica.
In un’epoca in cui la medicina è sempre più personalizzata, preparare il paziente prima delle cure significa valorizzare una risorsa spesso sottovalutata: la capacità del corpo di adattarsi, recuperare e collaborare attivamente al processo di guarigione.
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