Skip to main content

Italian Medical News

Ruolo primario della Cardio-oncologia nella gestione multidisciplinare delle fasi della malattia oncologica

Tempo di lettura: 4 minuti

Ruolo primario della Cardio-oncologia nella gestione multidisciplinare delle fasi della malattia oncologica

In Europa, vi sono circa 14 milioni di pazienti oncologici lungosopravviventi, liberi da malattia o progressione ad oltre 5 anni dalla diagnosi di tumore. Questo si deve agli screening, al miglioramento delle tecniche diagnostiche e delle terapie oncologiche.

Cancro e patologia cardiovascolare condividono alcuni fattori di rischio e percorsi patogenetici (infiammazione cronica, stress ossidativo, disfunzione metabolica) in accordo con la teoria biologica del “common soil”.

Non sorprende quindi che i pazienti oncologici lungosopravviventi sviluppino frequentemente comorbidità cardio-metaboliche come obesità, ipertensione, diabete e dislipidemia, che ne compromettono lo stato di salute causando una precoce mortalità. Le complicanze cardiovascolari rappresentano infatti la seconda causa di decesso dei pazienti oncologici e sono causate sia da trattamenti citotossici che da abitudini di vita precedenti alla diagnosi.

Esiste però la possibilità di adottare uno stile di vita più sano, che eviti alcuni fattori di rischio modificabili, migliorando la salute cardiovascolare e contemporaneamente prevenendo numerose forme tumorali.

Questi parametri, incorporati nel Life’s Simple 7 Score dell’American Heart Association (AHA) che definisce lo stato di salute cardiovascolare, sono:

  1. Fumo.
  2. Attività fisica.
  3. Dieta (in particolare quella mediterranea).
  4. Indice di Massa Corporea (BMI).
  5. Pressione arteriosa.
  6. Colesterolo totale.
  7. Glicemia.

Lo studio in oggetto ha applicato il Life’s Simple Score 7 (LS7) ad un campione di 779 pazienti oncologici lungosopravviventi, estratto dalla popolazione di 24325 soggetti dello studio di coorte Moli-sani. Il campione è stato valutato con LS7 all’arruolamento (avvenuto in media 8.4 anni dopo la diagnosi oncologica) e poi seguito prospetticamente per un tempo mediano di 14.6 anni. L’obiettivo era studiare la mortalità generale e cardiovascolare in tre gruppi con stato cardiovascolare definito dal LS7 come scarso (score 0-6), intermedio (score 7-9) ed ideale (score 10-14).

Lo studio dimostra che i pazienti con Score “ideale” (punteggio 10 -14) hanno una riduzione del 38% della mortalità per tutte le cause e del 41% del rischio di morte per cancro, rispetto a quelli con Score “scarso” (punteggio 0-6). Ogni incremento di 1 singolo punto nel punteggio LS7 riduce del 10% la mortalità specifica per cancro, sottolineando la validità dei parametri individuati.

La forza dell’associazione tra mortalità e score LS7 è risultata simile nei pazienti oncologici e non oncologici, ed i dati mostrano che un paziente oncologico con score “ideale” ha un tasso di mortalità di 144.4 per 10000 persone/anno, quasi identico a quello di un soggetto sano con score “scarso”. 

Il rigoroso rispetto della propria salute cardiovascolare permette quindi ai pazienti oncologici un recupero in sopravvivenza che raggiunge quella di un soggetto sano che non se ne curi.

Tra i parametri dello score più difficili da controllare si segnalano la Pressione arteriosa, il Peso (BMI) e la qualità della dieta (massimale in caso di dieta mediterranea).

Il 50% dell’associazione tra mortalità ed LS7 è dovuto a tre mediatori biologici che riflettono il “common soil” tra cuore e cancro:

  • PCR come indice di infiammazione cronica, fattore di promozione della cancerogenesi.
  • Frequenza cardiaca elevata a riposo, segno di disregolazione autonomica con secrezione di ormoni dello stress che si riflette su sistema immunitario e crescita tumorale, oppure dovuta a cardiotossicità della terapia.
  • Livello serico della vitamina D, importante nella prevenzione tumorale e dello scompenso cardiaco.

Anche il sesso femminile ed il livello elevato di istruzione influenzano positivamente la salute e la prognosi dei lungosopravviventi.

Lo studio segnala quindi lo score LS7, creato per la salute cardiovascolare, come strumento di prevenzione cardio-oncologica, capace di predire la mortalità dei pazienti sopravvissuti al cancro.

Punti di forza dello studio sono il disegno prospettico di coorte basato su popolazioni, il lungo follow up, la valutazione separata della mortalità oncologica da quella cardiovascolare nel campione dei lungosopravviventi, la completezza dei dati raccolti.

Gli stessi autori riconoscono alcuni limiti del loro lavoro: il carattere osservazionale che non permette di inferire chiaramente un nesso di causalità diretta; l’assenza di rivalutazione longitudinale dello score durante gli anni di follow up e di monitoraggio delle variazioni nel rispetto alla rilevazione basale; un probabile bias di sopravvivenza dovuto al tempo medio di arruolamento di 8.4 anni dalla diagnosi, che potrebbe aver selezionato un campione a prognosi troppo buona, cioè pazienti troppo lungo-sopravviventi; la mancanza di analisi per sottogruppi di tumori, non consentita dal numero dei pazienti e soprattutto dallo scarso numero di eventi, nell’ipotesi di una maggiore correlazione con LS7 di tumori più classicamente legati a disregolazioni metaboliche come mammella e colon-retto; l’assenza di dati sulla qualità del sonno, parametro correlato con la salute cardiovascolare ed incorporato nel successivo Score Life’s Simple 8.

Lo studio Moli-sani conferma la stretta correlazione tra patologia cardiovascolare e cancro, sulla base della teoria del “common soil” e della condivisione di fattori di rischio e meccanismi patogenetici.

La ricerca sottolinea l’importanza di uno stile di vita sano basato sul controllo dei fattori di rischio modificabili e capace di prevenire la patologia cardiaca ed oncologica ma anche di recuperare in sopravvivenza nei pazienti con neoplasia.

La Cardio-oncologia, disciplina recente ma in rapida espansione, ha un ruolo fondamentale nella gestione multidisciplinare e proattiva sia della fase acuta della malattia oncologica, sia sulla prevenzione e trattamento precoce degli effetti collaterali tardivi delle terapie, sia sulla riduzione delle complicanze cardiovascolari durante il follow up a lungo termine.

Bibliografia

  1. Marialaura Bonaccio et al. Life’s Simple 7 score and cardiovascular health in cancer survivors: the Moli-sani study. European Hearth Journal, 2025 00, 1-14
  2. Sneha AS, et al. Life’s Essential 8 and the risk of cardiovascular disease: a systematic review and meta-analysis. European Journal of Preventive Cardiology (2025) 32, 358–373
  3. Wing Lam Toc et al. Investigating modifiable risk factors associated with ideal cardiovascular health among cancer survivors: a scoping review. Cardio-oncology 2025 11:34
  4. Shetty NS, et al. AHA life’s essential 8 and ideal cardiovascular health among young adults. Am J Prev Cardiol 2022;13:100452.
  5. Courneya KS, et al. CHALLENGE. Structured Exercise after Adjuvant Chemotherapy for Colon Cancer. N. Engl. J. Med. 2025 Jul 3; 393(1): 13-25.

Articolo a cura di Pierluigi Piovano Responsabile del Reparto della SC Oncologia dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria

Condividi:
ISCRIVITI Subito ALLA NEWSLETTER
non perderti le news!