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Sanità, in arrivo 6 miliardi aggiuntivi: tra le priorità il personale

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La manovra 2026 stanzia 6 miliardi aggiuntivi per la sanità destinati a personale, indennità, assistenza territoriale e ricerca

È ormai pronto il testo della Legge di Bilancio, illustrato ieri, martedì 14 ottobre, in Consiglio dei Ministri e atteso per l’approvazione definitiva nella riunione di venerdì. Il provvedimento conferma le risorse aggiuntive destinate al comparto sanitario, già anticipate nei giorni scorsi. Per il 2026, il Fondo sanitario nazionale sarà incrementato di 2,4 miliardi di euro, che si aggiungono ai 3,7 miliardi previsti dalla manovra dello scorso anno: in totale, la sanità potrà quindi contare su 6 miliardi in più nel prossimo esercizio. Il trend di crescita dovrebbe proseguire anche negli anni successivi, con ulteriori aumenti pari a 2,65 miliardi per il biennio 2027-2028, che andranno a sommarsi alle risorse già stanziate nella precedente legge di Bilancio.

Prevenzione e assunzioni

Le nuove risorse saranno destinate a diversi ambiti strategici del sistema sanitario. Una prima quota — circa 700 milioni di euro per il 2026, anche se la cifra definitiva potrebbe risultare inferiore — sarà orientata al rafforzamento della prevenzione. In particolare, la quota del Fondo per lo sviluppo della prevenzione sanitaria passerà dal 5% al 5,5%, con l’obiettivo di potenziare i programmi di screening già attivi (mammella, cervice uterina e colon-retto) e di introdurre un nuovo programma dedicato al tumore del polmone. Una parte consistente della manovra sarà invece destinata al piano straordinario di assunzioni nel Servizio sanitario nazionale, annunciato lo scorso anno ma rimasto finora sulla carta per mancanza di fondi. Il piano prevede 20.000 nuove assunzioni in tre anni, di cui nel 2026 circa 1.500 dirigenti sanitari e 5.000 professionisti del ruolo sanitario non dirigente, in gran parte infermieri.

Capitolo indennità

Sul fronte delle retribuzioni, la manovra interviene su più indennità.
L’indennità di specificità sarà incrementata per un totale di 180 milioni di euro annui nel triennio 2026-2028:

  • 60 milioni per i medici, con un aumento lordo medio stimato di 220 euro al mese;
  • 120 milioni per gli infermieri, con un incremento di circa 110 euro lordi mensili.

Previsto inoltre un aumento dell’indennità di esclusività, pari a 110 milioni di euro, di cui 100 milioni destinati alla dirigenza medica e veterinaria e 10 milioni alla dirigenza sanitaria. Gli aumenti varieranno in base ad anzianità e incarichi, oscillando da circa 246 euro lordi annui fino a 1.825 euro per il personale con incarichi apicali. Per i dirigenti sanitari non medici, l’incremento dell’indennità di specificità sarà di circa 30 euro lordi al mese. Cresce anche l’indennità di tutela del malato e di promozione della salute, che nel 2026 raggiungerà una dotazione complessiva di 300 milioni di euro, con un aumento medio stimato di 130 euro lordi al mese rispetto al 2025.

Infine, la manovra prevede anche l’innalzamento dello 0,5% del tetto di spesa per la farmaceutica, misura attesa per sostenere la disponibilità e l’accesso ai farmaci innovativi.

Altri capitoli di spesa includono, per il 2026:


– 80 milioni per l’attuazione del Piano salute mentale e l’introduzione dello psicologo di famiglia;
– 36 milioni per il finanziamento degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali;
– 60 milioni per il Piano di sostegno ai pazienti affetti da malattie rare;
– 150 milioni per il rafforzamento dell’assistenza territoriale e domiciliare;
– 70 milioni per la stabilizzazione della farmacia dei servizi;
– 20 milioni per l’avvio della sperimentazione della rete ospedaliera di terzo livello;
-10 milioni per l’integrazione del fondo per le cure palliative.

Previsti poi per il 2027 circa 550 mln per le tariffe dell’assistenza ospedaliera.

Infine, il testo prevede una serie di interventi diretti a enti e istituti del Ministero della Salute, tra cui, per il 2026:


– 10 milioni per il fondo One Health dedicato ai disturbi dell’alimentazione;
– 20 milioni per l’Istituto Superiore di Sanità;
– 100 milioni per la ricerca corrente negli Irccs;
– 60 milioni per l’assunzione di personale sanitario negli Irccs;
– 40 milioni per la ricerca finalizzata;
– 8,17 milioni per la stabilizzazione del personale Agenas assunto con fondi Pnrr;
– 3,6 milioni per le assunzioni in Aifa;
– 81,3 milioni per spese in conto capitale riservate al Ministero della Salute.

Fonte: Quotidiano Sanità

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