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Tumore al polmone: approvato nuovo farmaco orale

Tempo di lettura: 3 minuti

La nuova terapia riguarda i pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) positivo per la chinasi del linfoma anaplastico (Alk) ad alto rischio di recidiva

La Commissione europea ha dato il via libera all’uso di alectinib. Si tratta di un nuovo farmaco in monoterapia come trattamento adiuvante post-resezione in pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) positivo per la chinasi del linfoma anaplastico (Alk), che presentano un alto rischio di recidiva. Alectinib è un farmaco orale altamente selettivo con azione sul sistema nervoso centrale. Sviluppato da Chugai, una società del Gruppo Roche, il farmaco ha ottenuto l’autorizzazione grazie ai risultati dello studio di fase III Alina. In questo studio, alectinib ha mostrato di ridurre significativamente il rischio di recidiva della malattia. Si tratta dunque di una nuova grande risorsa contro il tumore al polmone.

“Per la prima volta in Europa le persone con Nsclc Alk-positivo sottoposte a resezione chirurgica, hanno la possibilità di essere trattate con un inibitore di Alk in grado di ridurre significativamente il rischio di recidiva della malattia o di decesso – ha dichiarato Levi Garraway, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche. “Questa approvazione rappresenta una svolta importante per i soggetti ad alto rischio di ricomparsa del tumore dopo l’intervento chirurgico. Grazie a questa nuova indicazione, i benefici rivoluzionari di alectinib possono essere estesi a un numero ancora maggiore di pazienti affetti da cancro al polmone Alk-positivo”.

Una delle principali cause di morte oncologica

Il tumore al polmone è una delle principali cause di morte per cancro a livello mondiale. Ogni anno, 1,8 milioni di persone muoiono a causa di questa malattia, con oltre 4.900 decessi giornalieri a livello globale. Il cancro polmonare può essere classificato in due categorie principali: carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) e carcinoma polmonare a piccole cellule.

Il Nsclc è la forma più comune, rappresentando circa l’85% di tutti i casi. Attualmente, quasi la metà dei pazienti con cancro al polmone in stadio iniziale (45-76%, a seconda dello stadio della malattia) sperimenta una recidiva del tumore dopo l’intervento chirurgico, nonostante la chemioterapia adiuvante. Affrontare il cancro al polmone nelle fasi iniziali, prima che si diffonda, può aiutare a prevenire la ricomparsa della malattia e offrire ai pazienti le migliori possibilità di cura.

Uno studio senza precedenti

Come ricorda Filippo de Marinis, direttore della Divisione di Oncologia Toracica dell’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano e Presidente Aiot (Associazione Italiana Oncologia Toracica), nel caso del tumore al polmone Nsclc Alk-positivo in stadio iniziale, la chirurgia non sempre è pienamente risolutiva, in quanto persiste un alto rischio di recidiva, che può suscitare nei pazienti forti preoccupazioni per il proprio futuro. La portata del beneficio in termini di sopravvivenza libera da malattia osservato nello studio Alina è senza precedenti e si mantiene invariata in tutti gli stadi della malattia spiega De Marinis. Effettuare tempestivamente il test per il biomarcatore Alk diventa più prioritario che mai, per identificare tutti i pazienti che potrebbero trarre beneficio da questa nuova e importante opzione terapeutica”.

Alina è uno studio di fase III, randomizzato, con controllo attivo, multicentrico e in aperto. Nel trial alectinib ha ridotto il rischio di recidiva della malattia o decesso del 76% rispetto alla chemioterapia a base di platino in soggetti con Nsclc Alk-positivo in stadio da IB (tumore ≥ 4 cm) a IIIA (secondo il sistema di stadiazione Uicc/Ajcc, 7a edizione) completamente resecato. In un’analisi esplorativa è stato osservato un miglioramento della sopravvivenza libera da malattia a livello del sistema nervoso centrale. Un aspetto particolarmente importante per i soggetti con Nsclc Alk-positivo, che sono maggiormente esposti al rischio di sviluppare metastasi cerebrali, rispetto a quelli con altri tipi di Nsclc. Non sono emersi elementi imprevisti relativi alla sicurezza. I dati sono stati pubblicati nel New England Journal of Medicine.

Clicca qui per leggere l’estratto originale dello studio Alina.

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