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Tumori cerebrali pediatrici: approvata nuova combinazione

Tempo di lettura: 2 minuti

Approvata la combinazione terapeutica a base di Nimotuzumab e Vinorelbina in associazione a radioterapia per il trattamento dei gliomi della linea mediana in età pediatrica

Approvata una nuova combinazione terapeutica che unisce Nimotuzumab e Vinorelbina alla radioterapia per il trattamento dei gliomi della linea mediana in età pediatrica, incluso il grave glioma diffuso intrinseco del ponte (DIPG). Si tratta del primo progresso terapeutico rilevante per questa forma tumorale negli ultimi cinquant’anni. La combinazione, messa a punto nel 2009 presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, è stata successivamente testata e confermata in ambito clinico sia nazionale che internazionale. I risultati evidenziano un aumento della sopravvivenza mediana da 10 a 14,5 mesi e, in un sottogruppo di pazienti, una sopravvivenza a lungo termine, aprendo la possibilità di guarigione in casi selezionati.

Fino ad oggi, il Nimotuzumab – un anticorpo monoclonale diretto contro il recettore EGFR – era disponibile solo tramite onerose importazioni dall’estero, comportando significative difficoltà sia logistiche che economiche. Con la recente approvazione, la terapia sarà finalmente rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale e resa accessibile in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, contribuendo a ridurre le disuguaglianze tra regioni e strutture ospedaliere.

“Ogni anno, oltre 400 bambini in Europa – circa 40 solo in Italia – ricevono una diagnosi di glioma diffuso della linea mediana, con un’età media di appena 7 anni. La mediana di sopravvivenza resta ancora oggi sotto i 12 mesi. In questo scenario durissimo, l’approvazione AIFA rappresenta una luce concreta per pazienti e famiglie. Finalmente una terapia innovativa, messa a punto in Italia e con solide basi scientifiche, sarà accessibile a tutti i bambini, senza disparità geografiche o economiche” – dichiara la Dott.ssa Angela Mastronuzzi, Presidente di AIEOP (Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica).

“Siamo riusciti ad aumentare la sopravvivenza mediana da 10 a 14,5 mesi e abbiamo anche un piccolo gruppo di bambini che possiamo considerare guariti. Per una malattia che, fino ad oggi, lasciava pochissime speranze, è un risultato rilevante. Il riconoscimento ufficiale da parte di AIFA certifica uno standard terapeutico che da anni portiamo avanti con convinzione, e che ora potrà essere garantito in modo equo a tutti i pazienti” – sottolinea la Dott.ssa Maura Massimino, Direttore della Struttura Complessa di Pediatria dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Il protocollo terapeutico prevede la somministrazione concomitante di Nimotuzumab e Vinorelbina durante e dopo la radioterapia, secondo schemi già validati e condivisi in ambito AIEOP. L’approvazione rappresenta non solo un passo avanti scientifico, ma anche un importante risultato etico e sociale: l’accesso equo a una terapia innovativa non può dipendere da disponibilità regionali.

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