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Una proteina prevede il rischio di cancro e infarto negli anziani

Tempo di lettura: 3 minuti

Messa in luce una significativa associazione tra bassi livelli di albumina nel sangue e un aumento del rischio di cancro e malattie vascolari in individui anziani

Una ricerca congiunta condotta da Sapienza Università di Roma in collaborazione con I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, Mediterranea Cardiocentro di Napoli e Università LUM di Casamassima, ha messo in luce un’associazione significativa tra ipoalbuminemia (bassi livelli di albumina nel sangue) e un aumento del rischio di mortalità per malattie vascolari e tumori in individui anziani.

La ricerca, basata sui dati raccolti dallo studio epidemiologico Moli-sani e pubblicata sulla rivista scientifica eClinical Medicine-Lancet, ha esaminato un ampio campione di individui (circa 18.000 persone, di cui 3.299 anziani di 65 anni o più). I risultati hanno indicato che livelli di albumina inferiori a 35 g/L sono associati a un aumentato rischio di mortalità tra gli anziani. Questa associazione è rimasta significativa anche dopo aver considerato fattori come malattie renali o epatiche e stati infiammatori acuti, che potrebbero influenzare i livelli di albumina.

Le parole dei protagonisti

“La possibilità di ottenere indicazioni predittive su malattie con alta incidenza e elevato rischio di morte – come quelle cardiovascolari o i tumori – attraverso un esame semplice e ampiamente disponibile, anche a basso costo, rappresenta una importante conquista per la medicina moderna– ha spiegato la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni. “Questo studio – prosegue l’esperta – che conferma e consolida l’eccellenza delle attività scientifica delle università e degli enti di ricerca italiani in campo medico, ha anche un importante valore sociale attribuibile alle possibili ricadute nell’ambito della prevenzione”.

“La nostra analisidice Francesco Violi, ideatore dello studioorigina dal fatto che nel sangue l’albumina è una proteina che svolge attività antiossidante, antinfiammatoria e anticoagulante. La sua diminuzione, pertanto, accentua lo stato infiammatorio sistemico, facilitando l’iperattività delle cellule predisposte alla cancerogenesi o alla trombosi. È importante, in questo contesto, sottolineare che cancro e infarto cardiaco condividono una base comune proprio nella presenza di uno stato infiammatorio cronico, e che pazienti a rischio di malattie cardiovascolari, come i diabetici e gli obesi, sono anche a rischio di cancro”.

“I risultati del nostro studio aggiunge Augusto Di Castelnuovo, epidemiologo della Mediterranea Cardiocentro e dell’I.R.C.C.S. Neuromed – mostrano che un livello basso di albumina, oltre a fornire indicazioni sullo stato nutrizionale e sulla salute del fegato, segnala anche una aumentata suscettibilità verso altre gravi patologie. L’ipoalbuminemia potrebbe riflettere quel processo infiammatorio cronico, tipico dell’invecchiamento, noto come inflammaging, che potrebbe aver contribuito al rischio elevato di mortalità che abbiamo osservato”.

C’è anche un problema socioeconomico

Un aspetto interessante emerso dalla ricerca è che livelli bassi di albumina sono correlati a un livello socioeconomico più basso. Questo solleva una questione sociale rilevante, poiché gli anziani spesso, per motivi economici, possono optare per una dieta meno sana, scegliendo alimenti con proteine di minor valore nutritivo.

“Oltre a fornirci lo spunto per approfondire con ulteriori ricerche il rapporto tra albumina nel sangue e salutecommenta Licia Iacoviello, direttore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed – questo studio può avere implicazioni dirette sulla pratica clinica e sulla prevenzione. La misura dell’albumina nel sangue è infatti un test semplice e poco costoso. È quindi da considerare un’analisi di primo livello, che permetterebbe di porre una maggiore attenzione clinico-diagnostica verso gli individui anziani potenzialmente a rischio. Il nostro studio fornisce anche un valore di riferimento (35 g/L) che può guidare il medico nell’interpretazione della misura di albumina”.

Fonte.

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