L’ultima vittima del virus è un uomo di 90 anni di Paderno Dugnano. I casi complessivi confermati raggiungono quota 179
In Italia salgono a 20 i decessi causati dall’infezione da virus West Nile dall’inizio dell’anno, mentre il numero totale dei casi accertati è di almeno 179. Rispetto ai dati riportati nell’ultimo aggiornamento dell’Istituto Superiore di Sanità, datato 7 agosto, ai cinque decessi non ancora registrati nella piattaforma nazionale si sommano due vittime avvenute nel Lazio, nei comuni di Aprilia e Cori, una segnalata a Capua, in provincia di Caserta, e un’ulteriore in Lombardia, nell’area del Milanese.
L’ultima vittima del virus del Nilo Occidentale, trasmesso dalle zanzare del genere Culex, è un uomo di 90 anni residente a Paderno Dugnano, deceduto all’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo, dove era ricoverato a causa di patologie pregresse. Nel Lazio, un uomo di 85 anni è morto all’ospedale Santa Maria Goretti di Cori, in provincia di Latina, anch’egli affetto da altre patologie: si tratta del nono decesso registrato nella regione per il virus West Nile. Era ricoverato per condizioni cliniche pregresse anche l’uomo di 83 anni di Capua, deceduto all’ospedale San Sebastiano di Caserta.
Domani una delegazione del Ministero della Salute sarà a Latina, mentre – secondo quanto si apprende – la Regione Campania non avrebbe confermato la disponibilità a partecipare a un incontro analogo, inizialmente programmato per domani a Caserta. Dopo l’ultimo aggiornamento dell’Istituto Superiore di Sanità del 7 agosto, si registrano almeno sei nuovi casi: due a Catanzaro, uno a Roma, uno a Trento, uno nel Biellese e uno a Oristano. Questi si sommano ai 173 già confermati in Italia dall’inizio dell’anno, portando così il totale complessivo ad almeno 179.
Proseguono le campagne di disinfestazione, come quelle avviate nei giorni scorsi a Latina e a Rapallo; in Liguria si è riunito il tavolo tecnico intersettoriale regionale dedicato alla prevenzione, alla sorveglianza e alla risposta alle arbovirosi. A Larino, in Molise, sono state inoltre intensificate le misure di controllo per il virus West Nile a seguito di alcuni casi di positività registrati nei giorni scorsi nell’alto Molise.
Sebbene i casi stiano aumentando con costanza nelle ultime settimane, l’andamento generale dell’infezione risulta in linea con quello registrato negli anni precedenti, secondo i dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità sul proprio sito a partire dal 2012. La letalità, calcolata sulle forme neuro-invasive finora segnalate, è pari al 15%, rileva l’Iss. Nel 2018, quando furono notificati 618 casi e 49 decessi, la letalità era stata del 20%, mentre nel 2024, con 28 casi e due decessi segnalati al 31 luglio, si era attestata al 14%.
A novembre 2023 si erano registrati 332 casi e 27 decessi, e nello stesso periodo dell’anno precedente i casi erano stati 588, con 37 vittime. Negli anni immediatamente successivi alla pandemia di Covid-19 si era osservata una riduzione sia dei contagi sia dei decessi (55 casi e nessun morto nel 2019, 68 casi e 5 decessi nel 2020). Nel 2019, nel periodo compreso fra gennaio e novembre, i casi erano stati 56 con 5 decessi, mentre nel 2018 se ne erano contati 577 con 42 vittime. Nessun decesso si segnala fra il 2017 e il 2012, periodo in cui il numero massimo di casi si raggiunse nel 2016 (71) e il minimo nel 2012 (28).
Fonte: Ansa.it
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