Depressione e cancro: un fattore aggravante talora misconosciuto nella prognosi oncologica
L’articolo di Ungvari e Colleghi, pubblicato su GeroCience nel maggio 2025 (1), sottolinea l’importanza dei disturbi emozionali, ed in particolare della depressione, nel decorso e prognosi di varie patologie tumorali, quali il cancro colon-retto, quello della mammella, del polmone e della prostata. In tali patologie gli Autori, esaminando una coorte di 65 studi, hanno riscontrato un incremento significativo di mortalità specifica rispetto alla popolazione con analoga patologia ma non depressa.
Dalla ricerca emergono alcuni aspetti fondamentali. Il primo è che la presenza di una deflessione del tono dell’umore nei pazienti oncologici, nota da tempo, si manifesta in varie modalità cliniche, dal disturbo di adattamento con umore depresso ad una vera e propria depressione, talora anche maggiore. La novità dell’articolo è l’identificazione di quale percentuale effettiva di incremento di mortalità si possa rilevare in differenti oncotipi. Vengono citati valori di aumentato rischio di mortalità: nell’83% dei pazienti depressi con cancro del colon retto rispetto ai soggetti non depressi; del 74% nel cancro della prostata; del 59% nel cancro del polmone; del 23% nel cancro della mammella. I limiti di tali dati, riconosciuti dagli stessi Autori, sono rappresentati dalla eterogeneità degli studi, a riguardo delle differenti popolazioni, del come venga posta diagnosi di depressione, dalla presenza di fattori confusivi dovuti a variabili non del tutto misurabili (quali lo stato socio-econmico, l’accesso alle cure, la predisposizone genetica alle patologie, gli interventi terapeutici eventualmente posti in atto, etc.). La conclusione è quindi la conferma che una depressione possa influire negativamente sull’aumento di mortalità dei pazienti oncologici ma in una percentuale che necessita di migliore definizione in studi controllati prospettici.
Il secondo aspetto dello studio, degno di rilievo, è la sintetica, ma esaustiva, considerazione di quali possano essere i fattori patogenetici che determinano la comparsa di depressione in un paziente oncologico.
Vengono citati, sul versante biologico, i meccanismi di neuro-infiammazione indotti dal tumore, la disregolazione dell’asse dello stress (HPA), la compromissione del sistema immunitario, le modifiche del sistema nervoso autonomo, fattori tutti che contribuiscono alla progressione tumorale ed alla metastatizzazione, determinando un ambiente maggiormente permissivo sullo sviluppo del cancro.
Vengono però anche ricordati gli aspetti psicologici e comportamentali che possono facilitare un aggravamento del decorso, quali un ritardo, da parte dei pazienti oncologici depressi, nella ricerca di interventi medici, una bassa aderenza ai trattamenti, una messa in atto di comportamenti compensatori non salutari (fumo, alcool, inadeguata alimentazione, ridotta attività fisica, isolamento sociale, etc.)
In ultimo gli Autori ribadiscono l’importanza dell’esecuzione di un abituale screening della depressione, al fine di metter in campo adeguati interventi terapeutici, sia di tipo psicoterapico (ad esempio la terapia cognitivo-comportamentale, la mindfulness, interventi supportivo-espressivi, etc), che di tipo farmacologico (antidepressivi di seconda generazione, quali gli inibitori della ricaptazione della serotonina-SSRI, di cui però è ancora dibattuta la completa sicurezza di impiego in oncologia.
L’argomento è perfettamente in linea con analoghe considerazioni riguardanti un’altra rilevante patologia quale quella cardiologica. In tale ambito un 2025 ESC Clinical Consensus Statement on mental health and cardiovascular disease (2) ha ribadito l’assoluta necessità che i cardiologi mantengano una vigile attenzione sulla diagnosi ed il trattamento delle patologie emozionali in cardiologia per l’interferenza delle stessa su decorso e prognosi della malattia cardiovascolare.
Analogamente una recente nostra pubblicazione (Torta e Barni, 2026) pone in rilievo la necessità di conoscere, diagnosticare e curare le patologie psichiche che, in modo differenziato, possono coinvolgere i vari oncotipi (3).
In conclusione, l’articolo di Ungvari e Colleghi ha il merito di ribadire il ruolo cruciale della salute mentale nella prognosi oncologica e quindi di enfatizzare la necessità di integrare un approccio terapeutico psicologico e/o psicofarmacologico nella routine oncologica.
- Ungvari Z, Fekete M, Buda A, Lehoczki A, Fekete JT, Varga P, Ungvari A, Győrffy B. Depression increases cancer mortality by 23-83%: a meta-analysis of 65 studies across five major cancer types. Geroscience. 2025 May 2.
- Bueno H, Deaton C, Farrero M, Forsyth F, Braunschweig F, Buccheri S, Dragan S, Gevaert S, Held C, Kurpas D, Ladwig KH, Lionis CD, Maas AHEM, Merșa CO, Mindham R, Pedersen SS, Rojnic Kuzman M, Szmit S, Taylor RS, Uchmanowicz I, Vilchinsky N; ESC Scientific Document Group. 2025 ESC Clinical Consensus Statement on mental health and cardiovascular disease: developed under the auspices of the ESC Clinical Practice Guidelines Committee. Eur Heart J. 2025 Nov 3;46(41):4156-4225.
- Torta R, Barni S Aspetti emozionali nel Paziente oncologico. Edi Ermes Ed. Milano, 2026
A cura di Riccardo Torta Professore Ordinario di Psicologia Clinica, Università di Torino