Gli studi confermano il ruolo chiave della massa muscolare nei pazienti oncologici: contrastare la sarcopenia è fondamentale per migliorare la tolleranza alle cure e la prognosi.
Quando si parla di tumori, l’attenzione è spesso concentrata sulla malattia e sulle terapie disponibili. Tuttavia, negli ultimi anni la ricerca oncologica ha evidenziato un altro fattore di grande importanza: la massa muscolare del paziente. Numerosi studi hanno dimostrato che la quantità e la qualità del tessuto muscolare possono influenzare la tolleranza ai trattamenti, il recupero e, in alcuni casi, persino la prognosi della malattia. Questo fenomeno è strettamente legato alla cosiddetta sarcopenia, una condizione caratterizzata dalla progressiva perdita di massa e forza muscolare.
Che cos’è la sarcopenia?
La sarcopenia è una sindrome riconosciuta a livello internazionale che comporta una riduzione della massa muscolare associata a una diminuzione della forza e delle capacità funzionali.
Sebbene sia spesso associata all’invecchiamento, può manifestarsi anche in persone relativamente giovani affette da patologie croniche, tra cui il cancro.
In ambito oncologico, la riduzione della massa muscolare può essere accelerata dall’infiammazione sistemica indotta dal tumore, dalla riduzione dell’appetito, dalle alterazioni metaboliche e dagli effetti collaterali delle terapie. Ciò rappresenta una combinazione di fattori che, come confermano gli studi, ha un peso concreto sulla prognosi finale del paziente.
Perché la massa muscolare è così importante?
Il muscolo non rappresenta soltanto una struttura che permette il movimento. Oggi viene considerato un vero e proprio organo metabolico, coinvolto nella regolazione dell’infiammazione, del metabolismo energetico e della risposta immunitaria.
Diversi studi hanno evidenziato che i pazienti oncologici con ridotta massa muscolare presentano un rischio maggiore di: tossicità da chemioterapia; complicanze post-operatorie; ricoveri più lunghi; riduzione della qualità della vita e possibile interruzione precoce dei trattamenti.
In altre parole, una buona riserva muscolare può contribuire a rendere l’organismo più resiliente durante le cure.
Sarcopenia e chemioterapia
Uno degli aspetti più studiati riguarda il rapporto tra sarcopenia e tossicità dei farmaci antitumorali.
Le evidenze mostrano che i pazienti con una significativa perdita di massa muscolare possono sviluppare più frequentemente effetti collaterali severi durante la chemioterapia.
Questo avviene perché la composizione corporea influenza il modo in cui alcuni farmaci vengono distribuiti e metabolizzati dall’organismo. In alcuni casi, gli effetti indesiderati possono richiedere riduzioni del dosaggio o ritardi nei cicli terapeutici, con possibili ripercussioni sul percorso di cura.
Il peso corporeo può essere ingannevole
Un concetto importante da comprendere è che il peso da solo non basta a valutare lo stato nutrizionale di un paziente. Una persona può infatti essere “normopeso” o addirittura in sovrappeso e presentare comunque una marcata riduzione della massa muscolare.
Questa condizione viene definita “obesità sarcopenica” ed è sempre più frequentemente osservata nella pratica clinica. Per questo motivo gli specialisti utilizzano strumenti più accurati, come la bioimpedenziometria, la TAC e altre metodiche di valutazione della composizione corporea.
Come proteggere la massa muscolare
Le strategie più efficaci per contrastare la perdita muscolare comprendono una combinazione di attività fisica e adeguato supporto nutrizionale. L’esercizio di resistenza, come l’allenamento con pesi o elastici, rappresenta uno degli strumenti più efficaci per preservare la forza e stimolare la sintesi proteica muscolare. Parallelamente, un adeguato apporto di proteine e calorie aiuta l’organismo a mantenere le proprie riserve metaboliche.
Sempre più centri oncologici stanno integrando programmi multidisciplinari che coinvolgono oncologi, fisioterapisti, dietisti e specialisti della riabilitazione.
Conclusioni
La lotta contro il tumore non dipende esclusivamente dall’efficacia dei farmaci o dalla qualità degli interventi chirurgici. Anche le condizioni fisiche del paziente svolgono un ruolo importante nel percorso terapeutico.
Le evidenze scientifiche degli ultimi anni hanno chiarito che la massa muscolare rappresenta una risorsa biologica fondamentale. Preservarla significa migliorare la capacità dell’organismo di affrontare lo stress delle terapie, ridurre il rischio di complicanze e conservare una migliore qualità della vita (NATURE Reviews).
Per questo motivo, la valutazione della composizione corporea e la prevenzione della sarcopenia stanno diventando elementi sempre più centrali nell’oncologia moderna (European Society for Clinical Nutrition and Metabolism).
Considerare il muscolo come parte integrante della cura non significa sostituire le terapie antitumorali, ma rafforzare il terreno sul quale queste terapie devono agire. È un approccio che non solo prende in esame la patologia, ma si focalizza anche sul paziente, elaborando modelli di cura che mirano a potenziarne la resilienza e la capacità funzionale nel gestire il trattamento.
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