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Alopecia, che tipo di malattia è? Cosa dice la scienza

Tempo di lettura: 2 minuti

Esistono diverse forme di alopecia: dall’androgenetica al defluvium telogenico, passando per l’alopecia areata

L’alopecia, una malattia sempre più diffusa ma ancora poco conosciuta. Questa particolare patologia può essere causata da diversi fattori. Cambiamenti ormonali, disfunzioni del sistema immunitario, stress e disturbi alimentari sono le maggiori cause che possono portare a questa malattia. Esistono varie forme della patologia come ben spiegato dalla Società italiana di Tricologia (Sitri).  (qui il report Sitri).

Tra le forme più diffuse è da menzionare l’androgenetica, che riguarda i capelli delle zone frontali e superiori della testa e il defluvium telogenico che consiste invece in un significativo aumento del numero di capelli caduti provenienti dal cuoio capelluto. Presenti anche l’alopecia areata, ovvero chiazze prive di capelli e peli e la totale che rende la testa completamente calva. Infine, anche se meno diffusa, c’è l’alopecia universale che riguarda i peli di tutto il corpo

L’alopecia androgenetica, nota comunemente come calvizie, colpisce circa l’80% degli uomini e il 40% delle donne. La malattia è irreversibile ed è causata principalmente da fattori genetici e ormonali. L’alopecia areata è invece una malattia autoimmune, causata dunque da un malfunzionamento del sistema immunitario. Questo, attacca i follicoli e blocca la loro attività. Ciò provoca una diminuzione della qualità e quantità dei capelli con conseguente caduta. 

Per la terapia della malattia, si può ricorrere alla fototerapia o a farmaci che agiscono contrastando l’attacco del sistema immunitario come i corticosteroidi. In casi più estremi anche l’utilizzo di medicinali più potenti come gli immunosoppressori può essere d’aiuto. In un recente studio pubblicato sul The New England Journal of Medicine viene indicato un nuovo farmaco utile per combattere l’alopecia: il baricitinib. Il farmaco sembrerebbe essere in grado di attenuare la risposta immunitaria, consentendo ai follicoli di ricominciare la loro attività. 

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