Italian Medical News

Alzheimer: individuati nuovi geni correlati alla patologia

Tempo di lettura: 2 minuti

Sono 16 i geni che aumentano il rischio di sviluppare la malattia d’Alzheimer, la forma più comune di demenza. Ne parla un nuovo maxi studio

Scoperti 16 geni che aumentano il rischio il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer, la forma di demenza più diffusa. Questa evidenza emerge da un’ampia analisi del Dna condotta su oltre 49.000 individui di etnie diverse e pubblicata sulla rivista Alzheimer’s & Dementia da un team di ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston, sotto la guida di Julian Daniel Sunday Willett. La scoperta apre nuove prospettive sia per la diagnosi precoce della malattia sia per l’individuazione di potenziali bersagli terapeutici.

Il principale punto di forza di questo studio risiede nella diversità etnica dei partecipanti. Circa la metà di loro, infatti, appartiene a gruppi non europei, consentendo così una comprensione più approfondita di popolazioni spesso sottorappresentate nella ricerca scientifica. Sebbene siano già stati identificati numerosi geni associati all’Alzheimer, pochi studi si sono concentrati su individui di origini non europee. Tra i più di 49.000 soggetti analizzati, circa 12.000 hanno ricevuto una diagnosi della malattia, mentre i restanti 37.000 presentano un rischio elevato a causa della loro storia familiare.

Grazie a questo ampio campione, i ricercatori hanno identificato 16 geni in precedenza mai associati al rischio di sviluppare la malattia. L’obiettivo ora è approfondire l’analisi su gruppi ancora più numerosi e studiare le varianti genetiche più rare per comprendere meglio il ruolo di questi geni nel processo patologico. “Siamo rimasti piacevolmente sorpresi di aver fatto questa scoperta espandendo le analisi genetiche dalle popolazioni di origine europea ad altre diverse – commenta Rudolph Tanzi, tra gli autori dello studio. Ci auguriamo che ciò porti a previsioni più accurate del rischio di Alzheimer – conclude ricercatore – e a nuovi obiettivi farmacologici e biologici per il trattamento  e la prevenzione in diverse popolazioni”.

Clicca qui per leggere l’estratto originale dello studio.

Potrebbe interessare anche Alzheimer: scoperta nuova possibile causa

Alzheimer
Condividi:
italian medical news
ISCRIVITI Subito ALLA NEWSLETTER
non perderti le news!
ISCRIVITI Subito ALLA NEWSLETTER
non perderti le news!