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Correggere la camminata per ridurre il dolore al ginocchio

Tempo di lettura: 2 minuti

Camminare in modo corretto è decisivo per ridurre il dolore al ginocchio nelle persone con problemi di artrosi. Un passo corretto contribuisce inoltre a rallentare la degenerazione della cartilagine. Ne parla un nuovo studio pubblicato su “Lancet Rheumatology”

Correggere il modo di camminare, senza dover ricorrere a farmaci, può contribuire a ridurre il dolore al ginocchio nelle persone affette da artrosi e a rallentare la degenerazione della cartilagine. È quanto evidenzia uno studio condotto da un team di ricercatori dell’University of Utah, pubblicato sulla rivista Lancet Rheumatology.  Quasi una persona su quattro oltre i 40 anni soffre di disturbi al ginocchio, spesso legati all’artrosi, una malattia degenerativa delle articolazioni che colpisce soprattutto la cartilagine. Al momento il danno non può essere invertito; le uniche possibilità restano il controllo del dolore tramite farmaci o, nei casi indicati, l’intervento chirurgico, spiegano i ricercatori.

“Sappiamo che per le persone con artrosi, carichi più elevati sul ginocchio ne accelerano la progressione e che cambiare l’angolo del piede può ridurre il carico del ginocchio” – ha spiegato il coordinatore dello studio Scott Uhlrich.

Da questa premessa è nata l’idea di sperimentare un intervento di tipo ‘biomeccanico’. Alla ricerca hanno partecipato 68 persone. Dopo aver effettuato esami strumentali per analizzare la meccanica della camminata, i ricercatori hanno suggerito ai volontari di modificare l’angolo con cui appoggiavano il piede. Seguito un periodo di allenamento di 6 settimane, i partecipanti sono stati invitati a mantenere la nuova andatura per almeno 20 minuti al giorno, fino a farla diventare un gesto naturale.

Dopo un anno, i partecipanti che avevano modificato la propria andatura riferivano una riduzione del dolore. “La diminuzione riportata del dolore rispetto al gruppo placebo era simile a quello che ti aspetteresti da un farmaco da banco, come l’ibuprofene, o un oppioide, come l’ossicodone” – ha dichiarato Uhlrich. “Con la risonanza magnetica, abbiamo anche visto una degradazione più lenta di un marcatore della salute della cartilagine nel gruppo di intervento, il che è stato piuttosto eccitante” – ha concluso l’esperto.

Clicca qui per leggere l’estratto originale dello studio.

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camminata
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