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Sanità, Corte dei conti: “In Italia assistenza territoriale non uniforme”

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Nell’audizione, la Corte dei Conti ha parlato dell’attuazione del federalismo fiscale

La Corte dei conti è stata audita, in videoconferenza, presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, in relazione allo stato di attuazione e sulle prospettive dello stesso, anche con riferimento ai relativi contenuti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

“Per dare nuovo impulso al percorso del federalismo fiscale è necessario procedere con l’attuazione della legge delega del 2009. Quella che resta in gran parte inattuata, principalmente per la sua coincidenza temporale con la grande crisi finanziaria del 2008”.

E’ quanto si legge nel testo dell’Audizione della Sezione delle Autonomie della Corte dei conti, che, aggiunge, entrando nel tema della sanità:

Nonostante il percorso di graduale avvicinamento ai livelli essenziali, il sistema sanitario non è in grado di garantire su tutto il territorio nazionale un’assistenza uniforme, per quantità e qualità. Gli indici di valutazione dei LEA, secondo la vecchia e la nuova disciplina, ne sono una testimonianza”. 
Il fenomeno – spiega la Corte – può essere rilevato anche attraverso i dati della mobilità interregionale o anche quelli relativi alle Regioni in piano di rientro sanitario, quelle che presentano i problemi di adeguamento infrastrutturale e tecnologico più evidenti”.

Per la Corte dei conti esiste ancora un divario tra Nord e Sud in tema di spesa pro capite per l’assistenza sanitaria

Esiste ancora un grosso divario tra Nord e Sud, in tema di cure e spese mediche. La Corte, nella circostanza, ha pubblicato una tabella nella quale emerge questa differenza. La spesa media che, al Nord, arriva a 2139 euro e al Sud arriva a 2046 euro.

Fonte: elaborazione Corte dei conti


Per le Regioni – evidenzia la Corte – è da considerare che la gestione sanitaria assorbe la parte preponderante delle risorse e che le correlative entrate confluiscono nel Fondo sanitario nazionale (FSN) da ripartire in base a criteri volti ad assicurare il livello delle prestazioni essenziali, rimettendo gli ulteriori interventi ad uno sforzo finanziario aggiuntivo. I servizi sanitari hanno un impatto rilevante sulle risorse pubbliche e sul bilancio regionale. Un’incidenza della spesa sanitaria pari a circa l’80% di quella complessiva per la quasi totalità delle Regioni. Inoltre c’è un considerevole peso sulla determinazione del valore pro capite”.

Il rafforzamento dell’autonomia tributaria – tra le soluzioni proposte dalla Corte – e lo sviluppo del ruolo di coordinamento della finanza territoriale. Inoltre la fiscalizzazione dei trasferimenti statali e il superamento della spesa storica, costituiscono ancora oggi un obiettivo inattuato. Tutti fattori con esiti negativi per l’attivazione di meccanismi virtuosi nell’ambito della responsabilità impositiva delle Regioni e per la conseguente ridotta responsabilizzazione delle autonomie territoriali”.

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