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Il Ddl Semplificazioni è legge: ecco tutte le novità in Sanità

Tempo di lettura: 4 minuti

Con l’ok della Camera, il Ddl Semplificazioni diventa legge e introduce un pacchetto di novità: tra le principali, aumentano i servizi offerti dalle farmacie e si innalzano le responsabilità nell’ambito della telemedicina. Ecco cosa c’è da sapere

Con l’approvazione definitiva della Camera, il Ddl Semplificazioni diventa legge e introduce una serie di misure in sanità destinate a incidere in modo concreto sulla quotidianità di pazienti, medici e farmacie. All’interno di un provvedimento pensato per snellire la burocrazia trovano spazio interventi che ridefiniscono i servizi territoriali, accelerano la risposta alle carenze di farmaci e rafforzano il quadro di responsabilità legate alla telemedicina. Un pacchetto organico che amplia il ruolo delle farmacie come presidio sanitario di prossimità, assicura maggiore continuità terapeutica ai pazienti cronici e potenzia gli strumenti di vigilanza del sistema.

Telemedicina: norme aggiornate, responsabilità che crescono

L’articolo 58 estende al digitale il regime sanzionatorio già previsto per le certificazioni false. Questo significa che anche le certificazioni mediche rilasciate in telemedicina, se basate su dati non direttamente verificati o privi di adeguata documentazione clinica, potranno comportare per il medico la radiazione dall’albo e, nel pubblico o nel convenzionato, il licenziamento. La definizione puntuale dei casi e delle modalità di telecertificazione sarà stabilita da un Accordo in Conferenza Stato-Regioni, su proposta del Ministero della Salute.

Ridefinito il ruolo delle farmacie

L’articolo 60 della nuova normativa ridisegna in profondità il ruolo delle farmacie nel Servizio sanitario nazionale, aggiornando il decreto legislativo 153/2009, base fondativa del modello italiano di Farmacia dei Servizi. Questo approccio, nato per superare la logica della sola dispensazione del farmaco, rafforza la funzione della farmacia come presidio socio-sanitario territoriale integrato, in raccordo con medici di medicina generale, pediatri e altri professionisti.

Tra le principali novità emerge l’estensione della distribuzione per conto, che ora include anche i dispositivi medici necessari alle terapie dei pazienti. Si amplia inoltre la possibilità per i farmacisti di eseguire analisi di prima istanza anche oltre il perimetro dell’autocontrollo, potenziando così la capacità diagnostica di prossimità.

La farmacia come punto vaccinale e diagnostico

La riforma rafforza l’operatività clinica delle farmacie. Oltre ai vaccini antinfluenzali e anti-Covid, le farmacie potranno somministrare tutti i vaccini del Piano nazionale di prevenzione vaccinale, e farlo per i soggetti dai 12 anni in su (in precedenza il limite era 18). Restano attivi i test diagnostici tramite prelievi nasali, salivari o orofaringei.

Le farmacie potranno inoltre offrire:

  • test decentrati contro l’antibiotico-resistenza;
  • servizi di telemedicina nel rispetto delle linee guida nazionali;
  • screening per l’epatite C con personale abilitato.

Un’importante misura di semplificazione riguarda la possibilità, ora prevista, di scegliere il medico di medicina generale o il pediatra direttamente in farmacia. Le prestazioni come vaccini, test antibiotico-resistenza, telemedicina e screening HCV resteranno a carico dell’utente.

La farmacia come rete di servizi sul territorio

Il legislatore apre, inoltre, alla possibilità che i servizi sanitari siano erogati anche in locali separati dalla farmacia, purché autorizzati e conformi ai requisiti igienico-sanitari. In tali ambienti è vietata ogni attività di vendita. Saranno identificati da un’insegna dedicata “Farmacia dei servizi” accanto alla tradizionale croce verde.

Per migliorare l’accessibilità, la norma consente a più farmacie – anche con titolari diversi – di condividere gli stessi spazi attraverso contratti di rete, favorendo la diffusione dei servizi anche nei territori più complessi.

L’intero impianto si basa su una clausola di invarianza finanziaria, che esclude costi aggiuntivi per la finanza pubblica. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, il Ministero della Salute, insieme al MEF e previo accordo in Conferenza Stato-Regioni, definirà i criteri per l’adesione delle farmacie pubbliche ai nuovi servizi.

Farmaci introvabili: avvisi più veloci, multe più pesanti

L’articolo 61 riduce da quattro a due mesi il preavviso che i titolari di AIC (Autorizzazione all’Immissione in Commercio) devono fornire ad Aifa quando intendono interrompere la commercializzazione di un medicinale, con l’obbligo di rinnovare la comunicazione in caso di proroga dello stop. Parallelamente, viene introdotto un regime sanzionatorio più severo: per i farmaci “critici” presenti nell’elenco Aifa, la mancata segnalazione potrà comportare multe fino a 36.000 euro. L’obiettivo è rafforzare la tempestività del monitoraggio e degli interventi contro le carenze, un fenomeno in crescita che negli ultimi mesi ha messo in difficoltà pazienti e operatori, soprattutto nel periodo invernale.

Pazienti cronici: semplificazioni amministrative e maggiore continuità di cura

L’articolo 62 introduce una novità particolarmente rilevante per i pazienti cronici e per la medicina generale: il medico potrà riportare nella ricetta Ssn dematerializzata posologia e quantitativi di farmaco per un periodo fino a 12 mesi, eliminando la necessità di visite ripetute dedicate solo al rinnovo della terapia. Il farmacista potrà erogare ogni mese la quantità necessaria per 30 giorni di trattamento e dovrà segnalare al medico eventuali problemi di aderenza.

In aggiunta, il paziente potrà ottenere il farmaco anche presentando la documentazione di dimissione ospedaliera o un referto del pronto soccorso, senza dover attendere una nuova prescrizione. Una misura che rafforza la continuità assistenziale e semplifica in modo concreto il percorso di cura dei pazienti cronici.

Clicca qui per leggere il Testo ufficiale.

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Ddl Semplificazioni
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