Italian Medical News

La radioterapia che cura il cuore: una realtà sempre più concreta

Tempo di lettura: 3 minuti

Non più una suggestione, ma una realtà clinica in evoluzione. La radioterapia sta vivendo una trasformazione culturale e terapeutica che apre concrete possibilità di beneficio anche per il cuore

Tradizionalmente legata alla cura dei tumori, la radioterapia sta attraversando una profonda evoluzione culturale e clinica. Le tecnologie più avanzate e la collaborazione tra diverse specialità stanno infatti ampliando il suo campo d’applicazione anche a patologie non oncologiche. Tra queste, un’attenzione crescente è rivolta al cuore e in particolare alle aritmie sopraventricolari refrattarie ai farmaci o non gestibili con le tecniche convenzionali.

“La radioterapia che cura il cuore non è più una suggestione, ma una realtà clinica in evoluzione” – spiega Stefano Pegolizzi, presidente eletto AIRO -Associazione Italiana di Radioterapia ed Oncologia Clinica a margine del congresso nazionale appena concluso. “Ciò dimostra la capacità della disciplina di aprirsi a nuovi ambiti terapeutici, mantenendo sicurezza, precisione e visione integrata con le altre specialità mediche” – aggiunge l’esperto.

La STAR – Stereotactic Arrhythmia Radioablation

Le aritmie sopraventricolari, generate negli atri del cuore, possono manifestarsi con palpitazioni, affanno e, nelle forme più severe, aumentare il rischio di ictus e insufficienza cardiaca. Quando i farmaci o l’ablazione transcatetere non risultano efficaci o non sono eseguibili, trova spazio la radioterapia ad alta precisione — nota come STAR (Stereotactic Arrhythmia Radioablation) o Radioterapia Ablativa Cardiaca. Questa tecnica crea una piccola cicatrice nel tessuto responsabile dell’aritmia, ‘silenziandolo’ senza necessità di incisioni o cateteri. La procedura, che dura mediamente 15–20 minuti ed è effettuata in un’unica seduta, richiede una pianificazione estremamente accurata tramite TAC cardiaca, risonanza magnetica e mappatura elettro-anatomica. Il meccanismo d’azione ricalca quello dell’ablazione stereotassica oncologica: una dose elevata e concentrata induce modificazioni tissutali che, nel giro di alcune settimane, portano alla risoluzione dell’aritmia.

Numerosi studi clinici condotti in Europa e negli Stati Uniti hanno evidenziato una marcata riduzione degli episodi aritmici e un miglioramento della qualità di vita, senza rilevare complicanze gravi nel breve e medio termine. Anche in Italia diversi centri hanno avviato programmi sperimentali e protocolli di ricerca dedicati a questa metodica, ampliando le prospettive di applicazione clinica. “La nostra esperienza in radioterapia stereotassica ci consente di adattare ciò che conosciamo in oncologia a contesti completamente nuovi – dichiara Mario Levis, coordinatore del gruppo di studio AIRO trattamenti Ablativi non oncologici – ed è proprio questa contaminazione positiva tra discipline a rendere la radioterapia una medicina del futuro”.

Un impiego sempre più multidisciplinare

L’impiego della radioterapia al di fuori dell’oncologia non è una novità. Da anni viene utilizzata per trattare patologie infiammatorie o proliferative, come le malformazioni vascolari cerebrali e le nevralgie trigeminali refrattarie. In ambito ortopedico e reumatologico, dosi molto basse di radiazioni sono oggetto di studio per ridurre l’infiammazione in condizioni quali fascite plantare, calcificazioni peri-protesiche e artrosi, con evidenze di beneficio. Oggi il cuore rappresenta una nuova frontiera di applicazione. Radioterapisti e cardiologi collaborano per definire protocolli condivisi, dosaggi sicuri e criteri corretti di selezione dei pazienti. Restano ancora aperti interrogativi sugli effetti a lungo termine delle radiazioni sul tessuto cardiaco sano e sul momento più appropriato dell’intervento, ma la ricerca è in piena evoluzione e l’interesse scientifico è crescente.

“Non si tratta di sostituire le tecniche tradizionali, ma di offrire un’opzione in più ai pazienti più fragili o senza alternative – conclude Antonella Ciabattoni, segretario AIRO – un esempio di come la radioterapia sappia evolversi, mantenendo l’attenzione sulla persona e sulla qualità della vita”.

Potrebbe interessare anche Artrosi del ginocchio: la radioterapia come possibile alleata

radioterapia

Condividi:
italian medical news
ISCRIVITI Subito ALLA NEWSLETTER
non perderti le news!
ISCRIVITI Subito ALLA NEWSLETTER
non perderti le news!