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La stimolazione profonda per curare le lesioni cerebrali

Tempo di lettura: 2 minuti

La stimolazione cerebrale profonda si dimostra molto utile nel curare i pazienti colpiti da lesioni traumatiche al cervello. Ne parla un nuovo studio pubblicato su Nature Medicine

Un recente studio pubblicato su Nature Medicine, condotto da un team del Weill Cornell Medical College di New York guidato da Nicholas Schiff, suggerisce che i pazienti affetti da lesioni cerebrali traumatiche possono ottenere miglioramenti nei loro punteggi nei test cognitivi attraverso l’applicazione della stimolazione cerebrale profonda. “Nella stimolazione cerebrale profonda, con la guida di strumenti di imaging e modelli virtuali dell’anatomia specifica di ciascun paziente vengono impiantati nel cervello degli elettrodi che, alimentati da un pacemaker, stimolano elettricamente le regioni cerebrali oggetto dell’impianto – spiega Schiff.

Lo studio pilota ha coinvolto 6 persone che avevano subito lesioni cerebrali traumatiche da moderate a gravi fra i 3 e i 18 anni prima dell’inizio dello studio. “Il dispositivo di neurostimolazione attiva il nucleo laterale centrale del talamo, che trasmette al parenchima cerebrale i segnali relativi alla coscienza – riprende l’esperto. Quindi, le lesioni di quell’area possono compromettere lo stato cognitivo”. Nei pazienti con lesioni cerebrali le vie nervose percorse dai segnali talamici sono in gran parte intatte ma sottoregolate, come luci basse senza sufficiente elettricità per brillare di nuovo. La stimolazione cerebrale rappresenta l’energia mancante.

I risultati del test

Dei sei pazienti iniziali, uno ha dovuto interrompere la partecipazione allo studio a causa di un’infezione al cuoio capelluto. I restanti cinque partecipanti hanno trascorso due settimane in una fase di adattamento prima di iniziare il periodo di studio di 90 giorni, durante il quale i dispositivi erano programmati per attivarsi per 12 ore al giorno. Al termine del follow-up, ciascun partecipante ha completato il Trail Making Test. Questo test prevede un foglio contenente 25 cerchi, ciascuno con un numero da 1 a 13 o una lettera dalla A alla L. L’esercizio consisteva nel collegare con una linea i cerchi in ordine crescente, alternando numeri e lettere (ad esempio: 1-A-2-B-3-C, e così via). Alla conclusione dello studio, è emerso che i pazienti avevano ridotto il tempo necessario per completare il test di circa un terzo.

“Ora che la stimolazione cerebrale profonda si è dimostrata sicura ed efficace in via preliminare nel trattamento delle lesioni cerebrali traumatiche, servono studi di conferma con maggiore casistica e durata” – ha concluso Schiff.

Clicca qui per leggere l’estratto originale dello studio.

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