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Leucemia: nuovo strumento predice evoluzione della patologia

Tempo di lettura: 2 minuti

Lo ‘Score molecolare IPSS-M’ utilizza l’intelligenza artificiale per scandagliare dati genomici. Tale procedimento consente di prevedere i soggetti più a rischio di sviluppare una leucemia

Identificare quali pazienti con malattie del sangue sono a più alto rischio di sviluppare una leucemia. Poi, determinare per ognuno il momento migliore per intervenire con un trapianto di staminali. Ora, è possibile farlo attraverso lo ‘score molecolare IPSS-M’, un nuovo strumento che utilizza l’intelligenza artificiale per scandagliare dati genomici. È quanto evidenzia un nuovo studio coordinato dai ricercatori dell’Humanitas e dell’Università degli Studi di Bologna, all’interno del consorzio europeo GenoMed4All. I risultati del lavoro sono pubblicati sul ‘Journal of Clinical Oncology’.

Le sindromi mielodisplastiche sono neoplasie molto diverse. Vanno da condizioni a lenta progressione a casi che progrediscono rapidamente verso una leucemia mieloide acuta. In Italia si verificano circa 3.000 casi ogni anno di tali sindromi, con maggiore frequenza in adulti o anziani. La cura definitiva consiste nel trapianto di cellule staminali ematopoietiche. Gli ematologi decidono le strategie di trattamento in base a uno score clinico, ottenuto grazie a indicatori come il numero di cellule leucemiche nel midollo osseo, i livelli di globuli bianchi, rossi e piastrine. Lo score clinico però non contiene informazioni sul profilo genomico.

Il nuovo strumento, però, cambia in positivo la situazione. A spiegarlo una delle principali figure dello studio, Matteo Della Porta“Utilizzando i dati molecolari della malattia rilevati in ogni paziente con un test su 31 geni, lo score molecolare (IPSS-M) ha dimostrato, su 2.876 pazienti con sindromi mielodisplastiche, di migliorare molto la capacità di predire il rischio di evoluzione leucemica e l’aspettativa di vita”, spiega Della Porta, responsabile Leucemie e Mielodisplasie di Humanitas.“La possibilità di individuare sulla base del profilo molecolare le persone a più alto rischio di progressione di malattia – prosegue Della Porta – consente, infatti, di ottimizzare la scelta dei trattamenti e del momento più opportuno in cui intervenire. Parliamo di una svolta in termini di prevenzione e trattamento di leucemia”.

Clicca qui per leggere i risultati originali dello studio. 

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