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L’uso degli organoidi per una terapia di precisione contro i tumori

Tempo di lettura: 2 minuti

Gli organoidi sono una nuova frontiera della scienza. Ci si punta sempre di più soprattutto nella lotta contro al cancro

A cura di Antonio Arigliani

Gli organoidi sono delle colture cellulari in tre dimensioni che mimano organi o tumori in miniatura. Sono tra i modelli di studio più promettenti nella ricerca oncologica. Sono dei veri e propri avatar, delle riproduzioni in vitro di cellule umane in grado di migliorare e far evolvere la medicina personalizzata in medicina di precisione. Una nuova frontiera della scienza che in vari istituti di ricerca è focalizzata nella battaglia contro i tumori.

Tra questi, il ‘Candiolo’ di Torino, dove sono conservati circa 100.000 prototipi. Il direttore del laboratorio di Oncologia Traslazionale, Livio Trusolino, ha commentato l’importanza e il potenziale degli organoidi – come riportato dall’Ansa. “Si tratta di tumori in miniatura che derivano da campioni chirurgici o bioptici freschi di pazienti. Vengono coltivati in vitro in una matrice tridimensionale. Quando sono immersi in questa matrice formano delle strutture che ricalcano in tutto e per tutto i tumori presenti nel paziente donatore”. 

La funzione oncologica degli organoidi

A Trusolino va il merito di aver sviluppato e ampliato l’impiego di una tecnica di riproduzione in vitro di cellule umane proprio per l’individuazione di terapie specifiche in grado di far regredire il tumore“Noi li utilizziamo per identificare delle nuove terapie in tumori che non rispondo a quelle correnti – spiega ancora Trusolino. Lo facciamo tramite una indagine molecolare profonda ed estesa che ci consente alcune alterazioni genetiche. Nel caso questa alterazione suggerisca un potenziale trattamento, interveniamo sull’organoide trattandolo con il farmaco che potrebbe avere una potenziale efficacia. Se l’organoide si riduce di dimensioni e se riusciamo a validare questa risposta su altri organoidi con caratteristiche molecolari simili, trasferiamo le informazioni al paziente“.

“Il prossimo passaggio sarà di creare organoidi più complessi, direi quasi olistici dove, oltre alle cellule del tumore, siano contenute anche quelle del sistema immunitario che nei pazienti contribuiscono a contrastare il tumore o a esacerbarlo” –  conclude Trusolino. È inoltre in via di definizione un progetto ministeriale, che vede la partecipazione di diversi IRCCS italiani, che avrà il fine di consentire l’alleanza tra ricerca e pazienti per la donazione del materiale organico (tessuto o sangue) necessario per la coltivazione in vitro

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