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Italian Medical News

Position Paper : “Chiariamo il rapporto tra cure palliative e suicidio assistito”

Tempo di lettura: 2 minuti

Elaborato dal Comitato Etico della SICP, il position paper traccia una distinzione netta tra i percorsi delle cure palliative e del suicidio assistito per evitare strumentalizzazioni e tutelare la libertà di scelta dei pazienti più fragili.

La Società Italiana di Cure Palliative (SICP) ha pubblicato un atteso Position Paper per fare chiarezza sul delicato rapporto tra Cure Palliative e Suicidio Medicalmente Assistito (SMA). Il documento è il frutto di oltre un anno di lavoro del Comitato per le questioni etiche (COMETE), un gruppo multidisciplinare di 25 professionisti tra medici, bioeticisti, giuristi e psicologi. L’obiettivo è offrire un quadro etico rigoroso, lontano da polarizzazioni ideologiche, capace di rimettere al centro la dignità della persona malata.

Due risposte diverse a bisogni differenti

Il testo, redatto dal comitato etico SICP, sottolinea come le cure palliative e il suicidio assistito non siano né complementari né alternativi, ma rispondano a domande umane e cliniche profondamente diverse.

Chi chiede le cure palliative esprime il desiderio di essere aiutato a vivere la malattia con sofferenze sostenibili fino alla fine naturale.

Chi richiede il suicidio assistito esprime invece la volontà di porre fine alla propria vita perché la sofferenza è divenuta intollerabile.

La differenza fondamentale sta nell’intenzionalità: curare e accompagnare nel primo caso, accogliere la richiesta di morte anticipata nel secondo.

Il ruolo delle équipe: accoglienza sì, ma distinzione nella fase attuativa

Secondo il Position Paper, gli specialisti in cure palliative devono essere presenti nelle fasi informative e valutative delle richieste di suicidio assistito. Grazie alle loro competenze nell’ascolto e nella gestione del dolore globale, possono verificare se la richiesta di SMA derivi da una reale volontà del paziente o se sia condizionata da una carente presa in carico o da sofferenze che potrebbero essere evitate con cure adeguate.

La SICP ribadisce però l’estraneità istituzionale delle cure palliative nella fase esecutiva del suicidio assistito. Sebbene i singoli professionisti rimangano liberi di partecipare al percorso secondo coscienza, i due ambiti devono restare separati per non generare confusione nei cittadini e proteggere la fiducia sociale.

“Nessun abbandono” chiarisce il position paper.

“Questo documento nasce dalla responsabilità scientifica e civile della SICP”. Spiega il Presidente Gianpaolo Fortini, ricordando che i professionisti non abbandoneranno mai il malato e la famiglia, qualunque sia la scelta. Danila Valenti, coordinatrice del Comitato Etico, conclude evidenziando il valore del dialogo scientifico. “In un contesto di aspre contrapposizioni, abbiamo scelto il rigore argomentativo per tutelare i bisogni reali delle persone.

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