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Italian Medical News

MALATTIE CRONICHE : l’onda d’urto che minaccia il SSN

Tempo di lettura: 3 minuti

IN ITALIA 13 MILIONI DI PERSONE CONVIVONO CON MALATTIE CRONICHE: UN AUMENTO DEL 30% DAL 1993 CHE RAPPRESENTA UNA VERA MINACCIA PER IL SSN. LA SVOLTA PASSA DAI FARMACI EQUIVALENTI

L’Italia è un Paese sempre più longevo, ma progressivamente più malato. Oggi sono quasi 13 milioni i cittadini che si trovano a convivere contemporaneamente con almeno due malattie croniche. Un aumento drammatico del 30% rispetto al 1993 che fotografa una transizione epidemiologica senza precedenti. Una vera e propria minaccia al SSN.

Questa vera e propria onda d’urto non rappresenta soltanto una sfida clinica per la gestione della politerapia nei pazienti, ma rischia di far collassare la sostenibilità economica del nostro SSN.

In questo scenario, la diffusione e l’accettazione culturale dei farmaci equivalenti non sono più una semplice opzione di risparmio per il cittadino. Bensì una leva strutturale e non rimandabile per garantire la tenuta del sistema.

I numeri del paradosso: l’erosione della spesa privata

I dati dell’ultimo Rapporto OsMed dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) confermano la gravità della situazione. Quasi il 97% degli over 65 ha ricevuto almeno una prescrizione terapeutica nell’ultimo anno e, tra questi, oltre due terzi assumono quotidianamente almeno cinque principi attivi diversi per contrastare le proprie malattie croniche.

Questa massiccia politerapia grava pesantemente sulle casse del SSN, la cui spesa farmaceutica pubblica è balzata a oltre 26 miliardi di euro, trainata proprio dalla necessità di garantire cure continuative.

Ma il dato più allarmante riguarda i cittadini: la spesa farmaceutica privata a carico delle famiglie ha superato i 10 miliardi di euro. Una parte significativa di questa cifra è dovuta alla cosiddetta spesa out-of-pocket, ovvero la differenza di prezzo che i pazienti scelgono di pagare di tasca propria per avere il farmaco “griffato” di marca al posto del corrispettivo equivalente.

Un paradosso culturale ed economico che sottrae risorse preziose alle famiglie e rallenta l’ottimizzazione della spesa sanitaria pubblica.

Il fattore culturale e il nodo dell’aderenza

Superare la diffidenza verso i farmaci equivalenti è la vera sfida culturale per la tutela del SSN. Nonostante i generici garantiscano la stessa efficacia, sicurezza e qualità del prodotto di marca, contenendo il medesimo principio attivo, molti pazienti li considerano ancora, erroneamente, cure “di seconda fascia“.

Questa resistenza ha un costo sociale altissimo, soprattutto per chi combatte contro più malattie croniche. Gestire terapie complesse con 5 o 6 pillole quotidiane può diventare economicamente insostenibile, spingendo molti anziani a ridurre o sospendere le cure.

In questo contesto, l’equivalente diventa un salvavita non solo economico, ma clinico. Abbattendo i costi per il paziente, ne favorisce l’aderenza terapeutica, garantendo la continuità delle cure ed evitando ricoveri successivi che graverebbero ulteriormente sulle casse pubbliche.

La via della sostenibilità: informazione e alleanza terapeutica

Per salvare il SSN dall’ondata delle malattie croniche, la strada è tracciata: serve un’alleanza tra medici, farmacisti e istituzioni per scardinare i pregiudizi sui farmaci equivalenti. Campagne informative capillari e incentivi alla prescrizione del principio attivo sono passaggi chiave per alleggerire la spesa delle famiglie e dello Stato.

I dati presentati in questa analisi trovano conferma nelle principali pubblicazioni di settore: il quadro epidemiologico sulla multimorbilità e sulla spesa farmaceutica si basa sugli storici dati dei Rapporti OsMed di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e sulle rilevazioni dell’Istat sulla salute della popolazione, mentre l’impatto economico e sociale del ricorso ai generici è ampiamente documentato dai report annuali di Egualia (Organizzazione dei produttori di farmaci equivalenti).

Solo trasformando il farmaco equivalente da scelta di ripiego a pilastro culturale si potrà garantire un futuro universalistico alla nostra sanità pubblica.

Per visualizzare il rapporto OsMed dI AIFA clicca qui.

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