Un contest di scrittura creativa promosso da SIMI e Scuola Holden offre ai medici internisti uno spazio di narrazione per contrastare il burnout e riscoprire la dimensione umana della cura.
Dalla sinergia tra la Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) e la Scuola Holden nasce un’iniziativa inedita che unisce clinica e storytelling. Un contest di scrittura creativa rivolto ai medici internisti di tutta Italia. Il progetto, ideato per offrire uno spazio di elaborazione ai professionisti e contrastare il fenomeno del burnout, che interessa oltre il 65% dei medici internisti secondo dati FADOI, ha registrato una partecipazione straordinaria con quasi cento manoscritti ricevuti.
La parola scritta come strumento di decodifica emotiva
L’iniziativa risponde a un’esigenza profonda della professione medica. Tra ritmi intensi, pesanti carichi burocratici e il peso emotivo di diagnosi difficili o sofferenze condivise con i pazienti e le famiglie, i medici trovano raramente il tempo per elaborare le proprie emozioni. Come sottolinea il dott. Christian Bracco, membro del direttivo SIMI e promotore del progetto, la scrittura si trasforma così in uno strumento di decodifica emotiva e di riappacificazione con una pratica clinica complessa e faticosa.
Una giuria mista, composta da medici SIMI (dott.ssa Giada di Betto e prof. Alessandro Gringeri), esperti della Scuola Holden e tre studentesse (Lisa Faggian, Sofia Sansone e Agnese Masento) dedicate alla selezione e all’editing, ha esaminato i testi valutandone la forza narrativa, l’originalità e la capacità di mostrare scene concrete anziché semplici riflessioni sulla professione.
I racconti spaziano da temi dolorosi come il fine vita e il senso di impotenza di fronte a malattie avanzate a storie ironiche, fino a toccanti testimonianze di sanitari che, trovandosi a loro volta nel ruolo di pazienti, hanno sperimentato un’inversione di prospettiva sulla realtà ospedaliera. Filo conduttore di tutti gli elaborati è l’attenzione centrale alla dimensione umana del paziente e all’etica della buona cura.
Verso una medicina più consapevole e vicina alla persona
Come evidenziato dal prof. Nicola Montano, Presidente della SIMI, coltivare la dimensione umana e la narrazione delle esperienze quotidiane, tra gioie, successi, fatiche e sconfitte, permette di costruire una medicina sempre più consapevole e vicina ai reali bisogni dei malati e di chi se ne prende cura. Dello stesso avviso è Martino Gozzi, Direttore Didattica di Scuola Holden, che ribadisce il valore terapeutico ed evocativo della narrazione. La parola scritta agisce come il primo farmaco a disposizione per mantenere saldo il tessuto narrativo di un’esistenza.
I tre racconti finalisti verranno premiati e presentati ufficialmente durante la cerimonia di apertura del 127° Congresso Nazionale SIMI, in programma a Rimini dal 2 al 4 ottobre 2026.
In quell’occasione, i testi saranno letti a due voci, intrecciando quella dell’autore e quella del curatore dell’editing. L’auspicio dei promotori è che queste testimonianze non restino confinate tra le mura congressuali. Ma diventino patrimonio accessibile a tutti, restituendo all’esterno un’immagine autentica e profondamente umana degli uomini e delle donne che ogni giorno esercitano la medicina con dedizione.
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Di seguito, il CS redatto dalla SIMI :
