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Glucagone spray per persone con diabete, AIFA approva la rimborsabilità

Tempo di lettura: 2 minuti

Lo spray nasale rappresenta una soluzione immediata in caso di calo repentino ed eccessivo della glicemia

Un deciso miglioramento per le persone che soffrono di diabete. AIFA ha approvato la rimborsabilità completa del glucagone nasale, lo spray che offre una soluzione immediata in caso di calo repentino ed eccessivo della glicemia. Un sospiro di sollievo per i pazienti che possono usufruire di uno strumento salvavita. Può sempre essere a portata di mano e non ha particolari precauzioni da osservare per la conservazione.

Quando una persona con diabete va incontro a un episodio di ipoglicemia grave, con la perdita di coscienza, non c’è tempo da perdere: non potendo somministrare zuccheri per bocca, è necessario che un’altra persona intervenga subito con il glucagone, l’ormone antagonista dell’insulina che stimola il fegato a rilasciare e produrre glucosio riportando rapidamente la glicemia nella norma.” Queste le parole di Paolo Di Bartolo, presidente dell’Associazione italiana medici Diabetologi e direttore della Rete Clinica di Diabetologia dell’Ausl della Romagna, in un’intervista a Il Sole 24 Ore.

Fino allo scorso anno il glucagone era disponibile solo per iniezione intramuscolare ed era perciò necessaria la presenza di qualcuno in grado di somministrarlo. Un anno fa è arrivato anche nel nostro Paese il glucagone in formulazione spray per via nasale. Una polvere che non deve essere neppure inalata visto che può essere utilizzata anche su pazienti incoscienti. Basta un puff in una narice per ottenere l’effetto. Consentire l’accesso gratuito a questo farmaco, che può essere letteralmente un’ancora di salvezza per i pazienti, è un importantissimo passo avanti per restituire sicurezza ai pazienti e conseguentemente migliorarne la qualità della vita”.

L’AIFA ha deciso per la rimborsabilità dello spray che non ha precauzioni da osservare nella conservazione

L’improvviso calo della glicemia al di sotto del valore di 54 mg/ml, che rappresenta la soglia per intervenire al fine di correggere l’ipoglicemia e prevenirne le conseguenze, è un’emergenza imprevedibile che ogni anno riguarda molti pazienti, in particolare quelli in terapia con insulina – precisa Emanuele Bosi, direttore del Centro di Diabetologia e professore di Medicina Interna dell’Università Vita Salute dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Il rischio di ipoglicemia riguarda tutti, fino ad oltre il 40% dei pazienti colpiti almeno una volta all’anno. Nei bambini, negli adolescenti e più in generale in tutte le persone con diabete di tipo 1, soprattutto di lunga durata.

Inoltre, anche se meno frequenti (fino al 25%), episodi di ipoglicemia sono possibili anche in pazienti con il diabete di tipo 2. Sempre in terapia con insulina. Per tutte queste persone l’ipoglicemia è una spada di Damocle che incombe e che non fa dormire notti tranquille. Infatti, per riprendersi da una crisi è spesso necessaria l’assistenza di un’altra persona. Mentre in assenza di soccorsi si può andare incontro alla perdita dello stato di coscienza e addirittura alla morte”.

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