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Approfondimento sul tumore alla prostata – Dott. Domenico Germano

Tempo di lettura: 4 minuti

Nell’ambito del progetto ‘Conoscere l’Oncologia’, Italian Medical News presenta il primo dei tanti focus oncologici che verranno trattati. In questo primo approfondimento relativo al tumore alla prostata, abbiamo intervistato il Dott. Domenico Germano, Oncologo Medico presso l’Azienda Ospedaliera ‘San Pio’ di Benevento

‘Conoscere l’Oncologia’ è il nuovo format di Italian Medical News dedicato agli approfondimenti oncologici. Per farlo, intervisteremo diversi specialisti provenienti da tutta Italia, trattando numerosi temi riguardanti l’oncologia. Questo primo focus è dedicato al cancro alla prostata. La prostata è una ghiandola presente solo negli uomini, che ha il compito principale di produrre e immagazzinare il liquido seminale. È situata davanti al retto, al di sotto della vescica, e avvolge l’uretra, il piccolo canale deputato al trasporto dell’urina.

Il cancro alla prostata è uno dei tumori più comuni tra gli uomini e per saperne di più la redazione di Italian Medical News ha deciso di intervistare un esperto del settore: il Dott. Domenico Germano, Oncologo Medico presso l’Azienda Ospedaliera ‘San Pio’ di Benevento. L’esperto professionista si occupa principalmente di tumori uro-genitali ed è, da oltre 10 anni, coordinatore del gruppo onco-urologico del ‘San Pio’ di Benevento. Saranno tre le tematiche affrontate con il Dott. Germano: per iniziare abbiamo chiesto all’esperto di esporci, in linee più o meno generali, questa tipologia di cancro.

L’importanza di una diagnosi precoce

Dottore, può introdurci in linee generali quello che è il concetto di tumore prostatico metastatico?

“Il tumore della prostata in generale è uno dei cancri più diffusi a livello mondiale. Si pensi che solo in Italia nel 2020 sono stati diagnosticati circa 36.000 nuovi casi; quasi un quinto di tutti i tumori rilevati negli uomini. In particolare, il cancro alla prostata, a fronte di un’incidenza così elevata, rappresenta un tumore che gode di una buona prognosi. Questo soprattutto grazie alla diagnosi precoce; infatti in caso di tumore ancora localizzato esclusivamente alla ghiandola prostatica possiamo avere sopravvivenze che possono superare anche il 90% a 5 anni. Quindi possiamo parlare di una vera e propria guarigione. Si pensi infatti che circa il 75% di questi pazienti, superati i 5 anni di follow-up, raggiunge un’aspettativa di vita pari a quella di una popolazione ‘coetanea’ senza malattie oncologiche pregresse. Questo anche perché parliamo di un tumore a lenta crescita”.

Sintomi, prevenzione e fattori di rischio


“Da un punto di vista sintomatologico, visto che la prostata è una ghiandola posta appena sotto la vescica, i sintomi che spesso compaiono sono sintomi generali urologici, come la sensazione di mancato svuotamento della vescica. Sintomi che però non sono specifici per un cancro, ma lo sono per una malattia della prostata come le prostatiti. Chiaramente quindi, la sola sintomatologia non ci permette di fare diagnosi definitive, ma ci deve portare a fare un approfondimento diagnostico. Noi specialisti abbiamo un marcatore sierologico che utilizziamo nello screening che è rappresentato dall’antigene prostatico specifico PSA il quale viene consigliato alla popolazione maschile dopo i 50 anni di età, come esame di prevenzione”.

“Per quanto concerne i principali fattori di rischio per questo tipo di tumore sono essenzialmente legati all’età; sappiamo che l’incidenza cresce con l’aumentare degli anni, anche se, negli ultimi anni stiamo purtroppo osservando casi anche dopo la quarta-quinta decade di età. Altro fattore è l’etnia; sappiamo infatti che la razza ‘nera’ presenta maggiore incidenza di tumore alla prostata. Ma esistono anche alcuni fattori genetici, quindi la familiarità”.

Quando il tumore diventa metastatico

“Ebbene, quando poi il tumore prostatico si diffonde, magari perché non diagnosticato precocemente, in altre parti dell’organismo parliamo di tumore metastatico. Il tumore può metastatizzare in ogni parte del nostro organismo, ma il tropismo maggiore generalmente riguarda lo scheletro e il sistema linfatico. In termini di sopravvivenza, nei casi metastatici i numeri cambiano: parliamo infatti di una sopravvivenza intorno al 20% a 5 anni. Quindi due pazienti su dieci sopravvivono a cinque anni con i trattamenti disponibili”.

Due tipologie di cancro metastatico alla prostata

“Nell’ambito del tumore alla prostata abbiamo due tipi di cancri mestatici: il primo sensibile agli ormoni, il cosiddetto ‘ormonosensibile’ e il secondo resistente alla terapia ormonale e definito ‘castration resistant’. Il cancro ormonosensibile, è un cancro che risponde al trattamento di deprivazione androgenica atto a determinare un abbassamento dei livelli del Testosterone, che rappresenta  la fonte di nutrimento delle cellule cancerose. Infatti abbassando questi livelli, ‘affamiamo’ le cellule del cancro inibendone la crescita. Puo succede però che, nella progressione della malattia metastatica, le cellule diventino resistenti alla castrazione e a questo punto si parlerà della seconda tipologia, il cosiddetto: cancro prostatico metastatico ‘castration resistant’. Per fortuna attualmente  per tutte e due le tipologie di cancro ci sono delle importanti novità terapeutiche”.


Il prossimo appuntamento con il Dott. Germano sarà proprio dedicato alle novità terapeutiche del cancro prostatico metastatico ormonosensibile e del cancro prostatico ormonoresistente non metastatico. 



Il progetto è stato realizzato in collaborazione con

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prostata
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