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Allo studio una terapia genica per il mal di schiena

Tempo di lettura: 2 minuti

L’idea è di agire promuovendo la rigenerazione dei dischi intervertebrali così da risolvere il mal di schiena in maniera definitiva

Promuovere la rigenerazione dei dischi intervertebrali per risolvere definitivamente il mal di schiena. È questa idea sviluppata da un team di ricercatori della Ohio State University, che ha dettagliato la propria sperimentazione sulla rivista ‘Biomaterials’. I primi risultati ottenuti su modello murino mostrano significativi miglioramenti sia nella riparazione del tessuto danneggiato, sia nella riduzione dei comportamenti associati alla percezione del dolore.

I dischi intervertebrali funzionano un po’ come gli ammortizzatori delle auto, separando le vertebre le une dalle altre, assorbendo gli urti e garantendo flessibilità alla spina dorsale. Con il passare degli anni, ma anche a causa di traumi e patologie, i dischi vanno incontro a degenerazione. Il team guidato da Devina Purmessur Walter e Natalia Higuita-Castro si è servito dei fibroblasti, un tipo particolare di cellule del tessuto connettivo, per veicolare il materiale genetico con funzione terapeutica all’interno del tessuto danneggiato.

I fibroblasti sono stati prelevati dai topi e successivamente modificati con l’inserimento del DNA necessario per produrre un precursore della proteina forkhead box F1 (FOXF1). Questi fibroblasti, contenenti il gene FOXF1, sono stati poi iniettati nei punti in cui uno o più dischi intervertebrali erano danneggiati. FOXF1 è un fattore di trascrizione, una proteina che regola la trascrizione di altri geni e partecipa, attraverso un meccanismo a cascata, allo sviluppo e alla crescita di vari tipi di tessuto. “FOXF1 è espresso durante lo sviluppo e nei tessuti sani, ma diminuisce con l’etàspiega Purmessur Walter – . In pratica cerchiamo di ingannare le cellule e di riportarle al loro stadio di sviluppo, quando stanno crescendo e sono più sane”.

I topi trattati con questo approccio hanno mostrato diversi miglioramenti. Il tessuto dei dischi intervertebrali si è in parte rigenerato e ha guadagnato stabilità grazie alla produzione di specifiche proteine che trattengono l’acqua, garantendo così una corretta idratazione del tessuto. Questo ha portato a un miglioramento della funzionalità della colonna vertebrale in termini di flessibilità e capacità di movimento. Inoltre, la terapia ha ridotto i sintomi legati alla percezione del dolore, sebbene con variazioni a seconda del sesso. I topi maschi hanno mostrato una minore suscettibilità al dolore rispetto alle femmine in tre dei quattro test effettuati. Tuttavia, i miglioramenti funzionali sono stati simili in entrambi i sessi. Risultati che indicano la necessità di ideare terapie del dolore personalizzate, da utilizzare contemporaneamente all’intervento per la rigenerazione del tessuto danneggiato.

Clicca qui per leggere l’estratto originale dello studio.

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