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Prevenzione cardiovascolare, ecco perché è importante fare attività fisica

Tempo di lettura: 2 minuti

L’attività fisica è una vera e propria strategia preventiva per cuore e arterie; è fondamentale però essere regolari

Se si vuole aiutare cuore ed arterie a mantenersi in salute, sfruttando l’attività fisica come arma preventiva bisogna tenere presente alcuni fattori. In primis, intensità, frequenza degli appuntamenti settimanali e durata della sessione di allenamento. È attorno a questi tre parametri che il medico prescrive l’attività fisica caso per caso. Come una vera e propria terapia che va seguita. Ma come cambia il cuore in chi si muove? 

L’obiettivo dell’attività fisica regolare è vincere quello che gli esperti definiscono ‘Sedentary Behaviour’, ovvero il tempo in cui una persona è stabilmente seduta. Questo è un fenomeno che va assolutamente combattuto, anche sul posto di lavoro, magari ricorrendo a frequenti camminate e passeggiate, laddove possibile. Con l’attività fisica regolare si riducono la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa a riposo, migliora la sensibilità all’insulina, prevenendo quindi il diabete. O ancora, si incrementa il cosiddetto colesterolo ‘buono’, cioè l’HDL e si aumentano in periferia i fenomeni di capillarizzazione. 

Inoltre, alla lunga, l’attività fisica produce sul sistema cardio-circolatorio diversi effetti. Innanzitutto la forma del cuore, nel tempo, cambia: addirittura l’organo di un atleta può apparire quasi sferico. Poi il muscolo si ingrandisce, con aumento di volume di altri e ventricoli e ispessimento delle pareti muscolari. Col tempo aumentano la gittata sistolica, cioè la quantità di sangue espulsa ad ogni contrazione del cuore e di conseguenza l’intera portata cardiaca

Le parole dell’esperto

Di questi temi si è trattato durante il congresso della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare – Siprec, appena svolto a Napoli. Alessandro Biffi, componente del consiglio direttivo della Siprec ha rilasciato importanti dichiarazioni in merito, durante il congresso. “Per quanto riguarda frequenza settimanale e durata, le linee guida internazionali consigliano un monte ore settimanale di attività aerobica dai 150 fino ai 600 minuti a settimana, considerando soprattutto l’età”.

“Oltre all’attività aerobica – ha proseguito – molto importante è anche l’allenamento di resistenza, quello fatto con i pesi o le trazioni. Anche il corpo libero e gli esercizi isometrici sono da considerare ampiamente. Nella prescrizione dell’attività fisica, insomma, è importante tenere conto di tutti gli aspetti, che soprattutto nell’anziano sono fondamentali per l’autosufficienza e per contrastare la sarcopenia (l’impoverimento di tessuto muscolare [N.d.R.]). Una visita medica e un elettrocardiogramma prima di iniziare un’attività fisica – conclude Biffi – sono sempre una buona idea. Li consiglierei a tutti, a prescindere dall’età”.

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