Italian Medical News

Alcuni batteri predicono la comparsa dell’Alzheimer

Tempo di lettura: 2 minuti

Lo dimostra uno studio della Washington University School of Medicine di Saint Louis. I risultati sono stati pubblicati su Science Translational Medicine

L’Alzheimer può essere individuato precocemente grazie alla presenza di alcune specie batteriche. La composizione del microbioma intestinale, infatti, può essere determinante per scoprire in anticipo i primi segni dei sintomi cognitivi connessi con la malattia. A segnalare il tutto sono i risultati di uno studio della Washington University School of Medicine di Saint Louis, pubblicati sulla prestigiosa rivista ‘Science Translational Medicine’.

“Il microbioma intestinale umano – spiegano i ricercatori – ospita una comunità diversificata, per composizione e funzioni, di microrganismi e influenza la loro salute e il loro benessere”. Già studi precedenti avevano evidenziato come le persone con Alzheimer avessero un microbioma intestinale alterato rispetto alla media. La nuova ricerca, che ha coinvolto 164 persone, ha ora scoperto che già dalla prima comparsa dei sintomi chi sviluppa la terribile patologia ha una differente composizione del microbioma. Lo studio, ha inoltre catalogato le famiglie di batteri tipiche dei pazienti con demenza. Una volta confermati, i risultati potrebbero aiutare i medici a identificare precocemente le persone a maggior rischio di sviluppare la complessa malattia.

“Non sappiamo ancora se sia l’intestino a influenzare il cervello o il cervello a influenzare l’intestino – ha commentato in una nota il coordinatore dello studio, l’esperto Gautam Dantas. In entrambi i casi, però, conoscere questo legame è prezioso. Potrebbe essere che i cambiamenti nel microbioma intestinale siano solo uno specchio dei cambiamenti patologici nel cervello. L’altra alternativa è che il microbioma intestinale contribuisca all’Alzheimer; in tal caso la regolazione del microbioma intestinale con probiotici o trasferimenti fecali potrebbe aiutare a cambiare il decorso della malattia” – ha concluso l’esperto.

Clicca qui per leggere l’estratto originale dello studio. 

Potrebbe interessare anche Dimostrato legame tra Alzheimer e scarsa qualità del sonno

alzheimer
Condividi:
italian medical news
ISCRIVITI Subito ALLA NEWSLETTER
non perderti le news!
ISCRIVITI Subito ALLA NEWSLETTER
non perderti le news!