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Demenza: nuovo test prevede chi si ammalerà nei prossimi 10 anni

Tempo di lettura: 2 minuti

Il tutto sarà possibile grazie alla proteomica, un’opportunità senza precedenti per prevedere lo sviluppo di patologie come Alzheimer o demenza vascolare

Un semplice prelievo di sangue potrebbe rivelarsi un mezzo per anticipare di ben 10 anni l’insorgenza dei primi sintomi di Alzheimer (Ad) o demenza vascolare (Vad) nelle persone a rischio. Questa possibilità si basa sulla presenza di quattro specifiche proteine nel sangue: Gfap, Nefl, Gdf15 e Ltbp2, individuate dai ricercatori cinesi dell’Università Futan a Shanghai. Lo studio, pubblicato su Nature Aging, amplia ricerche precedenti che hanno esplorato il ruolo delle proteine plasmatiche come biomarcatori predittivi del rischio di demenza a lungo termine in adulti sani.

La ricerca cinese ha sfruttato i dati della Biobanca del Regno Unito. Il gruppo di ricerca di Jin-Tai Yu e Jian-Feng Feng ha condotto uno studio dettagliato sui dati dell’insieme di proteine (proteoma) di un vasto campione di persone, per identificare biomarcatori plasmatici associati alla possibilità di sviluppo dei diversi tipi di demenza. Gli autori hanno incluso dati relativi a 52.645 partecipanti tutti sani all’inizio dello studio. Nel corso del periodo di monitoraggio, durato circa 14,1 anni, 1.417 partecipanti hanno ricevuto una diagnosi di demenza: 833 entro 10 anni, di cui 219 entro 5 anni, e 584 oltre 10 anni. Delle 1.463 proteine plasmatiche incluse nell’analisi, gli autori hanno trovato che Gfap, Nefl, Gdf15 e Ltbp2 erano costantemente associate all’insorgenza dei diversi tipi di demenza.

Il ruolo decisivo della proteina Gfap

Gli scienziati, quindi, hanno sviluppato un modello predittivo per il rischio di demenza nell’arco di 10 anni. Proteine come Gfap, già conosciute per essere associate alla demenza, hanno dimostrato di avere un alto valore predittivo. Gli autori evidenziano inoltre che i livelli di Gfap nel sangue iniziano a cambiare circa 10 anni prima della diagnosi, suggerendo che potrebbe essere un biomarcatore potenziale per la valutazione precoce del rischio.

Le parole degli autori

“La proteomica offre un’opportunità senza precedenti per prevedere lo sviluppo di demenza. Lo abbiamo verificato nei dati di 52.645 adulti senza la patologia, contenuti nella Uk Biobank, con 1.417 casi che si sono verificati nel tempo e un follow-up di 14,1 anni. Su 1.463 proteine plasmatiche, ce n’erano alcune che erano in gran parte associate costantemente con l’insorgere di demenza per tutte le cause (all-cause dementia), malattia di Alzheimer e demenza vascolare”.

Clicca qui per leggere l’estratto originale dello studio cinese.

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