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Diagnostica di primo livello per pediatri e medici di famiglia: riparte l’iter 

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Diramata una nuova versione del provvedimento attuativo della misura contenuta nella Manovra 2020

La possibilità di fare un elettrocardiogramma o un’ecografia dal medico di famiglia potrebbe essere più vicina. E’ infatti stato trasmesso alle Regioni un nuovo decreto attuativo delle misure previste dalla Manovra 2020 che per la diagnostica di primo livello ai medici di famiglia stanziò 235 milioni di euro. Nel gennaio 2020 il Ministro Speranza firmò una prima versione del decreto ma la conferenza Stato-Regioni non approvò il testo. Ora, dopo due anni, l’iter sembra ripartire anche alla luce del Pnrr.

Nel nuovo decreto si specifica come le apparecchiature di diagnostica di primo livello verranno assegnate alle Case della Comunità hub, alle Case della Comunità spoke e agli spoke rappresentati dagli studi dei Medici di Medicina Generale (MMG) e dai Pediatri di Libera Scelta (PLS). A questi si aggiungono le aggregazioni di medicina di gruppo.

Bisognerà tenere conto, inoltre, delle caratteristiche orografiche e demografiche del territorio, in modo da favorire la capillarità dei servizi e maggiore equità di accesso. Ciò varrà in particolare nelle aree interne, rurali, piccole isole e periferie urbane, rispettando ovviamente il principio di prossimità. In queste aree, infatti, per via delle caratteristiche geografiche e morfologiche del territorio, la casa della comunità risulta particolarmente distante per molti pazienti. È per questi motivi che lo studio del MMG deve essere ulteriormente rafforzato attraverso nuovi strumenti diagnostici e anche di telemedicina. Questo per garantire un’assistenza di prossimità adeguata e non accrescere le diseguaglianze territoriali. 

Ora spetta alle Regioni presentare al Ministero della Salute, entro 60 giorni, un piano pluriennale dei fabbisogni 

Dalla pubblicazione del decreto, le Regioni avranno 60 giorni di tempo per presentare un piano pluriennale dei fabbisogni per l’utilizzo delle risorse assegnate. Nel piano dovranno essere presentati gli obiettivi di salute che si intendono perseguire e l’elenco delle apparecchiature sanitarie per la diagnostica di primo livello che si intendono acquisire.

Non dovrà inoltre mancare una relazione sulle modalità di impiego delle apparecchiature sanitarie e sull’assetto organizzativo che si intende adottare ai fini dell’erogazione delle prestazioni assistenziali. Bisognerà tenere conto, in aggiunta, delle diverse forme organizzative in cui operano i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Particolare attenzione ci sarà per i tempi di acquisizione e di messa in funzione delle apparecchiature sanitarie. Le regioni dovranno inoltre stilare un piano regionale di formazione per i MMG e i PLS. In alternativa, dovranno aderire al piano predisposto dall’Istituto Superiore di Sanità. Il piano pluriennale, dovrà poi terminare con un programma di manutenzione, assistenza e aggiornamento. Questo dovrà essere comprensivo delle modalità di fornitura e smaltimento dei consumabili necessari per il funzionamento dei dispositivi di proprietà della aziende sanitarie che si intendono adottare sulle apparecchiature sanitarie. 

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