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Facoltà di Medicina, pronta la riforma: stop al quizzone e via al Tolc

Tempo di lettura: 2 minuti

Cambia la modalità di accesso alla Facolta di Medicina: l’annuncio del ministro

Una lunga intervista al Corriere della Sera per annunciare un qualcosa che si aspettava da tempo: la fine del concorsone e il cambio di modalità di accesso alla Facoltà di Medicina. Ne ha parlato il ministro dell’Università e della Ricerca, Cristina Messa.

A settembre, per l’ultima volta, si svolgerà il quizzone da oltre 60mila candidati. Martedì si vota in Camera la risoluzione che farà da anticipo alla riforma. Si tratta di un percorso che potrà cominciare già a partire dal quarto anno della scuola superiore con corsi online gratuiti preparati dalle università e prove di autovalutazione. Ogni studente, inoltre, potrà sostenere il test più volte per poi utilizzare il punteggio migliore.

La formula di quest’anno resta la stessa degli anni scorsi, previsto qualche accorgimento.

Sarà fortemente ridimensionata la parte delle domande di cultura generale, restano quelle di ragionamento logico e il resto sarà disciplinare”, spiega Messa sul quotidiano di Via Solferino. Da maggio sarà messo a disposizione degli studenti materiale online per le esercitazioni e poi “ad agosto ci saranno i corsi di preparazione, sempre online e gratuiti, curati dalle università”. “Chi vuole – aggiunge la ministra – potrà fare anche un test di autovalutazione”.

Dal 2023, poi, il nuovo sistema che sarà incentrato su un esame chiamato Tolc.

Il nuovo sistama si chiamerà Tolc-Medicina

Si chiamerà Tolc-Medicina – spiega ancora Messa. Lo si potrà fare più volte all’anno – io direi due ma sono aperta a discuterne – a partire dal quarto anno delle superiori. Poi, nella data che il ministero stabilirà, ognuno inserisce il risultato migliore nella piattaforma e si formerà la graduatoria nazionale. A seconda della graduatoria e delle preferenze, poi, saranno assegnati i posti. Il Tolc è un “test di orientamento e ingresso” già utilizzato per altre facoltà: nel giorno stabilito dall’ateneo, lo studente si presenta e fa il test su postazioni computerizzate. Le domande – specifica ancora – saranno diverse in ogni sessione ovviamente, ma i risultati saranno comparabili. Durante questo percorso lo studente potrà comunque capire in che fascia si colloca e decidere così se ripetere il test per provare ad avere un risultato migliore. Tutto, assicura la ministra, sarà controllato. Il sistema funziona già così in molte università straniere e italiane”.

Al momento, per il 2022, non si sa ancora quanti posti saranno a disposizione. “Siamo passati da poco più di novemila ai 14.500 dello scorso anno”, dice Messa. Ma per capire il fabbisogno per il prossimo anno accademico bisognerà aspettare “penso a fine marzo”.

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