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Firmato il nuovo contratto per il comparto sanità

Tempo di lettura: 3 minuti

Il rinnovo coinvolge infermieri, ostetriche e personale sanitario non medico e prevede, tra le altre cose, aumenti in busta paga. Ecco tutto quello che c’è da sapere

Firmato ufficialmente il nuovo contratto del comparto sanità. Il rinnovo del Ccnl per il triennio 2022-2024 ha ottenuto oggi il via libera durante l’incontro presso l’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni). Hanno aderito alla firma i sindacati Nursind, Nursing Up, Fials e Cisl, mentre Cgil e Uil hanno scelto di non sottoscrivere l’accordo, come già accaduto nella fase di preintesa a giugno. Il rinnovo riguarda circa 581.000 professionisti del settore – tra infermieri, ostetriche, tecnici, personale amministrativo e sanitario non medico – e prevede aumenti medi compresi tra 150 e 172 euro al mese.

Il nuovo contratto per il personale non medico del Servizio sanitario nazionale prevede aumenti che entreranno in vigore già da novembre. Si tratta di cifre lorde che potranno arrivare fino a 172 euro al mese per tredici mensilità. Agli incrementi tabellari, pari a circa 145 euro mensili, si aggiungono l’indennità di specificità infermieristica, quella di tutela del malato e l’indennità di pronto soccorso, tutte aggiornate. Oltre agli aumenti in busta paga, i lavoratori riceveranno anche gli arretrati relativi al 2024 e al 2025 con importi che, a seconda del profilo professionale, variano tra 900 e 1.200 euro.

Ma il nuovo contratto introduce anche ulteriori novità. L’accordo, infatti, amplia la platea dei dipendenti che possono accedere all’area di elevata qualificazione. Non saranno più solo i laureati magistrali con almeno tre anni di incarico di funzione a poter concorrere, ma anche coloro che possiedono una laurea triennale e almeno sette anni di esperienza professionale nel settore.

Le altre novità

Si prevede anche la possibilità in via sperimentale di poter articolare l’orario di lavoro di 36 ore settimanali su 4 giorni. Insomma, una sorta di settimana corta, a condizione che ci sia l’adesione volontaria da parte dei lavoratori. “Ancora – specificano dall’Aran – verranno riconosciuti i buoni pasto anche a chi lavora in modalità agile e a chi si trova in situazioni di disabilità o assiste familiari disabili, mentre vengono aggiornati alcuni aspetti degli incarichi già previsti dal precedente contratto, tra cui la possibilità di coniugare lo straordinario in presenza di incarico fino a un valore di 5.000 euro”.

Il nuovo contratto introduce anche la figura dell’assistente infermiere, un profilo intermedio tra il professionista sanitario e l’operatore sociosanitario. Tra le misure di age management previste per migliorare le condizioni di lavoro del personale con età media più elevata, rientrano la riduzione dei turni notturni per chi ha superato i 60 anni e la possibilità di utilizzare le ferie anche su base oraria, per far fronte a esigenze temporanee.

Un capitolo specifico è dedicato inoltre alla tutela del personale dalle aggressioni: il contratto introduce il patrocinio legale a carico dell’azienda in caso di procedimenti giudiziari e, su richiesta del dipendente, la possibilità di ricevere supporto psicologico.

Un risultato importante, ma non ancora sufficiente

La firma definitiva del contratto del comparto Sanità 2022-2024 è “un importante risultato per il settore” – ha dichiarato il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. “La trattativa – ha aggiunto – è stata molto complicata, ma è fondamentale essere giunti alla fine. Ora bisogna guardare immediatamente al prossimo contratto 2025-2027 per dare continuità alla contrattazione”.

Anche Andrea Bottega, segretario nazionale del Nursind, spinge per “sbloccare l’iter della prossima tornata 2025-2027, come avevamo auspicato fin dall’inizio” – come dichiarato subito dopo la firma. “Il nuovo contratto – ha aggiunto – contiene al suo interno tutta una serie di novità normative e sul piano dei diritti che ci avevano convinto subito della bontà dell’intesa, al netto delle purtroppo poche risorse stanziate. Il nuovo Ccnl non richiederà grande lavoro, visto che il più è stato fatto con questa tornata appena chiusa. Si tratterà di aggiornare la parte economica alla luce di quanto già stanziato e di quanto stanzierà la manovra in discussione” – ha concluso.

Il sindacato degli infermieri Nursing Up ha parlato di “un risultato che apre finalmente prospettive a chi per anni è rimasto invisibile”. Ma “questo contratto non è affatto risolutivo” – ha dichiarato il presidente Antonio De Palma. “È solo un punto di partenza: i veri giochi si faranno con il prossimo Ccnl” – ha rimarcato. Dura la critica alla nuova manovra, che, secondo De Palma, per il momento stanzia poche risorse a favore della sanità. “Rappresenta l’ennesima delusione, tra promesse evaporate, come quella sulla libera professione degli infermieri, dietro front e stipendi fermi al palo, con aumenti irrisori e un previsto piano di assunzioni del tutto insufficiente nel numero, e non certo risolutivo rispetto alla carenza di professionisti. Ci aspettiamo di tornare presto al tavolo più battaglieri che mai, perché la sanità non può più attendere” – ha dichiarato.

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