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Scoperta connessione tra gruppo sanguigno e rischio di ictus

Tempo di lettura: 2 minuti

È quanto emerge da una metanalisi che ha analizzato gli ictus di 17.000 pazienti under 60 in diversi paesi. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista ‘Neurology’

Le persone con gruppo sanguigno A presentano un pericolo maggiore di ictus precoce. Ad affermarlo, una metanalisi condotta da un team di ricercatori dell’Università del Maryland che ha analizzato 17.000 pazienti under 60 in vari paesi. I risultati del lavoro sono pubblicati sulla rivista ‘Neurology’. L’ictus ischemico si verifica quando l’afflusso di sangue al cervello si interrompe per l’ostruzione di un’arteria. A seguito dell’evento ischemico il soggetto mostra problemi di movimento, difficoltà di linguaggio e di pensiero.

“Il numero di persone che incorrono in questa malattia è in precoce aumento – ha affermato Steven J. Kittner, tra i principali autori dello studioSono proprio queste persone ad avere maggiori probabilità di morire a causa dell’evento ischemico e di affrontare decenni di disabilità. Ciononostante esistono poche ricerche in merito”.

Il team ha esaminato i cromosomi dei pazienti colpiti da ictus e quelli di persone sane, scoprendo che esiste un legame fra le probabilità di un ictus precoce e l’area del cromosoma dove è localizzato il gene del gruppo sanguigno. I dati indicano un rischio di ictus a esordio precoce più alto del 18% fra le persone con gruppo sanguigno A e più basso del 12% fra quelle del gruppo sanguigno 0. 

“L’associazione tra gruppo sanguigno e ictus tardivo era molto più debole di quella che abbiamo trovato tra gruppo sanguigno e ictus precoce ha spiegato Braxton D. Mitchell, co-autore dello studio. Al momento, il gruppo sanguigno non ha implicazioni per una reale prevenzione. Il rischio di questa patologia dovuto al gruppo sanguigno è inferiore rispetto ad altri fattori di rischio di cui siamo a conoscenza, come il fumo e l’ipertensione – spiega l’esperto. Mi preoccuperei di più nel prevenire questi fattori di rischio, soprattutto perché su di loro si può intervenire realmente. Ciò che questa ricerca ci sta dicendo è che forse il gruppo sanguigno può rendere le persone più suscettibili all’ictus precoce”.

Clicca qui per leggere i risultati originali dello studio. 

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