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L’antibiotico-resistenza è sempre più una minaccia globale

Tempo di lettura: 3 minuti

Il fenomeno dell’antibiotico-resistenza avanza ad un ritmo di 1 morto ogni 30 secondi a livello globale. In questo preoccupante quadro l’Italia registra oltre 11.000 morti l’anno

Il problema dell’antibiotico-resistenza riguarda le infezioni causate da batteri ormai resistenti agli antibiotici in uso. Un problema che conta già 5 milioni di morti l’anno a livello globale e che avanza in questa fase ad un morto ogni 30 secondi. Numeri spaventosi di una vera e propria nuova pandemia che continua ad acquistare sempre più terreno. Nel contesto descritto, l’Italia si colloca tra gli ultimi paesi al mondo nella lotta a questo fenomeno, registrando una cifra drammatica di oltre 11.000 morti ogni anno.

Per affrontare il problema della resistenza agli antibiotici, causato dall’uso improprio di tali farmaci, il ministero della Salute e l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) hanno lanciato una campagna informativa. Questa iniziativa, presentata dal ministro Orazio Schillaci in un convegno presso il ministero, coincide con la Settimana mondiale per l’uso prudente degli antibiotici. La campagna include uno spot televisivo e radiofonico, mirato a sensibilizzare i cittadini sull’importanza di un corretto utilizzo degli antibiotici. L’obiettivo, spiega il ministro, è “aumentare la consapevolezza nella popolazione sul consumo responsabile di antibiotici e incentivare le migliori pratiche per ridurre la diffusione di infezioni resistenti”.

I progressi nella lotta contro questo fenomeno in Europa sono segnalati come “lenti” dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), che sottolinea che il problema rimane una sfida significativa. Questa è la situazione nonostante i Paesi dell’Unione Europea abbiano ridotto in modo sostanziale le vendite di antibiotici veterinari, registrando una diminuzione del 53% tra il 2011 e il 2022, il livello più basso mai registrato, come evidenziato dall’Agenzia europea dei medicinali. Questa riduzione si traduce in un minore rischio di resistenza batterica sia nelle persone che negli animali.

Due problemi: i comportamenti delle persone e prescrizioni mediche inappropriate

Sotto accusa restano i comportamenti ma anche l’inappropriatezza prescrittiva. I medici di famiglia, ha sottolineato Schillaci, “sono quelli che conoscono meglio degli altri i pazienti e quindi devono sicuramente fare una campagna di sensibilizzazione, perchè non si possono prendere gli antibiotici senza una prescrizione medica” – comportamento messo in atto da circa un italiano su 3. Al contempo, però, l’80% dell’inappropriatezza prescrittiva arriva dai medici di baseha affermato il direttore della Prevenzione del ministero, Francesco Vaia. Bisogna dunque insistere sulla formazione dei medici”

Numeri drammatici

I numeri a livello mondiale sono impietosi e fotografano, appunto, una nuova pandemia in atto: “Ogni 30 secondi una persona muore ed una infezione su 5 in Ue è causata da agenti microbici resistenti ha affermato Sandra Gallina, direttore generale Salute e Sicurezza alimentare della Commissione Ue. Quella in corso è ormai una grande pandemia con un costo enorme, pari a 11,7 miliardi l’anno per le spese supplementari e mancata attività lavorativa. La resistenza microbica non è più affrontabile dai nostri sistemi“.

La soluzione? L’innovazione scientifico-tecnologica

Un quadro di allarme internazionale, dunque, che richiede risposte urgenti e la soluzione. Secondo il presidente dell’AIFA, Giorgio Palù, “la soluzione non può essere trovata se non nella innovazione scientifico-tecnologica. Tuttavia – sottolinea – dagli anni ’90 non abbiamo nuovi antibiotici: da allora l’industria investe poco ed è più concentrata sui blockbuster, cioè una pillola tutti i giorni per tutta la vita, che su un trattamento che duri dai 5 ai 7 giorni. Da qui l’urgenza di pensare a nuovi approcci. In tal senso l’Intelligenza Artificiale sarà uno strumento fondamentale“.

La campagna sul web

Fonte dichiarazioni: Ansa.it

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